TRA STORIA E MITO
ANTICO EGITTO DI ISIDE
GLI AMULETI
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AkerGli amuleti erano piccoli oggetti che gli egizi portavano con sé credendoli capaci di proteggerli dai mali e dai pericoli.
Ognuno di questi oggetti aveva una valenza iconografica e simbolica.







Ank
Ank: era il simbolo della vita eterna e spesso era accompagnato da altri amuleti per rafforzare l’intento protettivo.

Pilastro Djed Antico Egitto
Il pilastro Djed: rappresentava la colonna vertebrale di Osiride; il culto probabilmente nacque a Menfi dove vigeva il collegamento con il dio Ptah; l’associazione di Ptah e Sokar con Osiride favorì il concepimento dell’amuleto come simbolo osiriaco. Emblema di stabilità era usato per la protezione dei vivi e dei morti; lo troviamo spesso dipinto nelle tombe.

Nodo di IsideThet o nodo di Iside era legato alla dea Iside e serviva a proteggere il defunto. Le due piume, rappresentanti il potere, erano un simbolo sacro preistorico connesso al dio Anditi , prima sovrano e poi dio primitivo del nono distretto del Basso Egitto:


Corona AtefBusiris.
Da queste piume ebbe origine la corona atef usata per la prima volta dal faraone Snefru.


Faraone scettro uadjLo scettro a forma di papiro era segno di eterna giovinezza e di vigore.




RaIl sole all’orizzonte, rappresentazione dell’astro durante la sua corsa nell’oltretomba; era un amuleto di protezione.


AkerI due leoni Aker (ieri) e Duau(domani), erano i guardiani dell’entrata e dell’uscita dell’aldilà e dei due orizzonti del cielo al calare e al levarsi dal sole.

Cartiglio Nefertari
Il cartiglio era un amuleto personale, sia che recasse inciso un nome, di solito quello del sovrano, sia che fosse vuoto.
Una definizione egizia dell’universo era “ciò che il sole circonda” ed il simbolo che serviva ad esprimere questo concetto era il cartiglio che conteneva all’interno il nome del sovrano, signore dell’universo.


Occhio di HorusL’occhio del sole, era un simbolo di buona salute considerato sacro sin dai tempi più antichi. Horus in origine era un dio celeste e i suoi occhi erano il sole e la luna, ma i sacerdoti di Heliopolis non erano disposti a far spazio ad un dio diverso da Ra, ed identificarono Horus con il dio-sole. L'amuleto proteggeva la vita e il benessere degli uomini; usato nell’ambito funerario era anche il simbolo dell’Egitto poiché raccoglieva in sé le virtù di tutti gli altri simboli sacri.


Il cuore era ritenuto sede dell’intelligenza e della coscienza. La formula contenuta nel capitolo trenta del “Libro dei Morti”, rivolgeva una preghiera al cuore da parte del defunto affinchè non contraddicesse ciò che egli diceva davanti al tribunale di Osiride. Tale preghiera fu incisa sulla parte piatta di uno scarabeo, detto “scarabeo del cuore” e posto sul petto del defunto.

Geroglifico scalaLa scala era uno degli amuleti più frequenti nel corredo funerario. Era un simbolo di rinascita e traeva il suo significato dal geroglifico “ascendere”, inoltre costituiva una metafora per ricordare la scala usata dal dio Shu per elevare la dea Nut al di sopra di Geb: il cielo sopra la terra.





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