TRA STORIA E MITO
STORIA DEI POPOLI
BASCHI
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Bilbao
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Il cacciatorpediniere spagnolo Marquès de Ensada, nel 1981 fu sabotato mentre era all’ancoraggio a Santander, nella Spagna Settentrionale, fortunatamente non ci furono feriti.

L’attentato, uno dei tanti della guerra d’indipendenza basca, era opera dell’ETA, il movimento nazionalista basco chiamato Euskadi ta Askatasuna, che significa País Vasco y libertad" (Paesi Baschi e libertà).

I Baschi, gente orgogliosa, vivono nelle Spagna Settentrionale e nella zona confinante della Francia meridionale.

La loro lingua è caratteristica, la maggior parte delle parole non ha alcuna affinità con le altre lingue,è l’unica esistente dell’Europa Occidentale che non appartenga al ceppo indoeuropeo. Molto difficile da imparare, solo pochi sono riusciti a conoscerla veramente a causa della sua complessità. Il primo testo di grammatica fu scritto nel XVIII secolo, da Manuel de Larralendi e si intitolava El imposible vencido (La sconfitta dell’impossibile).

A causare questa difficoltà è il fatto che la lingua basca è la somma di otto dialetti e venticinque sottodialetti, il vocabolario e la sintassi variano da villaggio a villaggio e talvolta da casa a casa.

Per risolvere il mistero della lingua basca, scienziati, archeologi e linguisti hanno proposto un’infinità di ipotesi. Una ventina di popoli sono indicati come loro antenati, tra cui gli egizi, gli ittiti, i fenici, i liguri e persino i nativi americani e gli eschimesi.
Le teorie più accettabili sono quelle che collegano i Baschi con le antiche razze iberiche o celtiberiche. Con i Berberi del Nordafrica o con i popoli del Caucaso stanziati tra il mar Caspio e il Mar Nero. Quest’ultima ipotesi sembrò trovar conferma all’inizio del XIX secolo, quando gli archeologi trovarono dei teschi del tipo caucasico nella zona basco-francese. Nel 1860, invece, l’archeologo francese Paul Broca, trovò dei teschi di un antico tipo europeo nella zona basco-spagnola.

Queste forme si differenziavano troppo da quelle dei baschi contemporanei perché ci potesse essere un legame, tuttavia il ritrovamento confermò l’ipotesi secondo cui i baschi discendono da un antico ceppo europeo, e che erano stati i primi abitatori della Penisola Iberica.

Nel 1918 furono ritrovate delle armi e dei disegni nelle caverne di Santimamine, nella regione di Cortezubi, nella Spagna nordoccidentale, il che rivelò l’esistenza di un popolo di cacciatori vissuto in quella regione durante il Paleolitico superiore.

Nel 1936, nella grotta di Urtiaga, furono ritrovati due teschi appartenenti al Paleolitico superiore, uno era uguale a quello rinvenuto anni prima da Paul Broca, l’altro assomigliava moltissimo al cranio dei baschi moderni.

Questa fu la prova più evidente che dimostrava la discendenza dei Baschi da una popolazione del Paleolitico superiore, fu così dimostrato che i Baschi erano da sempre vissuti nella regione in cui si trovano.

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