TRA STORIA E MITO
LEGGENDE
BASILISCO O
COCKATRICE

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BasiliscoIl nome basilisco non ci suona assolutamente nuovo, specialmente per gli amanti del genere fantasy; infatti: questo mostruoso rettile è il protagonista del secondo volume nella saga di Harry Potter “la camera dei segreti”, questa è appunto la dimostrazione di come, dietro alla composizione di un testo fantasy, ci sia uno studio approfondito con etimologie effettivamente storiche, la stessa J.K. Rowling ha più volte dichiarato di accerchiarsi di professionisti nell’ambito storico e mitologico e addirittura di alchimisti per la stesura dei suoi libri.

Questa creatura, la più mortale di tutte, compare sotto forma di un piccolo serpente, lungo meno di venti centimetri. Secondo Plinio, ha un marchio biancastro simile ad un diadema sulla sommità del capo e tale segno di riconoscimento lo innalza al rango di re di tutti  i serpenti.
Quando si muove metà del suo corpo si snoda sul terreno, come tutti i rettili, mentre la parte frontale rimane eretta.

Quando sibila, tutte le creature fuggono velocemente perché se rimangono alla sua portata persino uno sguardo significherebbe morte sicura.
Qualunque cosa entri in contatto con il suo fiato velenoso muore, che si tratti di uomo, bestia, uccello o pianta.

Il basilisco vive nel deserto che lui stesso ha creato e solo tre cose rappresentano per lui un pericolo: la donnola, un gallo che canta e la vista del proprio riflesso in uno specchio.
In questo ultimo caso il basilisco è ucciso dal suo stesso sguardo, come accadde nella leggenda della medusa Gorgone.
Nel XVI secolo si riteneva che lo specchio fosse ancora l’arma migliore per distruggere il basilisco.
L’unica creatura che usava attaccarlo era la donnola, che però moriva sempre anche se riusciva a ucciderlo.

CockatriceSecondo gli autori medioevali, il basilisco nasceva da un uovo deposto da un gallo di sette anni quando Sirio era ascendente.
L’uovo era sferico e doveva essere covato da un rospo, un processo che, secondo le leggende, poteva impiegare fino a nove anni.

Talvolta il basilisco e il cockatrice sono considerati come creature diverse, il primo più simile ad un rettile, il secondo con le piume e, secondo alcuni, ali colorate e la coda ripiegata sulla schiena.
Il basilisco è rintracciabile in molte zone del mondo occidentale; secondo Plinio è originario di Cirene, ma lo si può trovare in molti altri posti, tra cui la Libia, dove i viaggiatori trasportano sempre un gallo per protezione.Il basilisco compare spesso anche nella letteratura: Chaucer e Spencer lo citano nel Riccardo III la vedova di Edward, Anne, mentre Riccardo la corteggia e loda la bellezza dei suoi occhi, grida : “vorrei che fossero basilischi, per farvi cadere morto! “.

Nel contesto biblico il basilisco è citato principalmente per il suo morso o puntura velenosi, e il tal caso è simbolo del Diavolo.
Geremia dice : “Ecco, io sto per mandarvi serpenti velenosi contro i quali non esiste incantesimo”. ( Ger 8, 17 ).
Alcune versioni utilizzano il termine basilisco al posto di serpente velenoso.
Numerosissimi racconti bizzarri circondano la figura del basilisco.

Nel medioevo era credenza comune che se un uomo a cavallo cercava di colpirlo con una lancia il veleno si infiltrava immediatamente nella lancia uccidendo cavallo e cavaliere.
Secondo la mitologia greca, quando un basilisco veniva ucciso perdeva tutti i suoi poteri mortali e veniva appeso nel tempio di Apollo e in abitazioni private.
Il basilisco compare spesso sugli emblemi araldici.

GINA D’ERRICO

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