TRA STORIA E MITO
ANTICO EGITTO DI ISIDE
DIO OSIRIDE
Sostieni il nostro lavoro
Menu Ultimi articoli Cerca nel sito Canale You Tube
Osiride - Antico Egitto di Iside




Horus - Osiride - Iside -


Osiride comparve per la prima volta a Busiris, dove prese il posto del dio-pastore Andjeti assimilandone tutti gli attributi.

La più antica versione delle gesta osiriane si trova nei Testi delle Piramidi dove il dio viene integrato all'Enneade eliopolitana e presentato come figlio di Geb e di Nut e fratello di Iside, Seth e Nefti.

Alcuni elementi del mito osiriano appaiono comunque in epoca più tarda, tra questi l'imbalsamazione ad opera di
Anubis di cui si parla in uno dei Testi dei Sarcofagi ( Medio Regno ).
Tuttavia, dal momento che i Testi delle Piramidi non pretendono di riportare la storia nel suo insieme, ma si limitano ad accennare ad alcuni dei suoi episodi, sembra che numerosi elementi, reperibili unicamente nel mito riportato da Plutarco ( trattato su Iside ed Osiride), debbano risalire ad un epoca più antica.
Nell'opera plutarchiana, Geb e Nut hanno, oltre ai quattro figli di cui parlano i
Testi delle Piramidi, un quinto figlio, Haroeris ( Horo il primogenito ) e i cinque parti divini avvengono uno dopo l'altro nei cinque giorni epagomeni.

Presto Osiride succede al padre Geb e regna al fianco della sua sposa sorella-sposa Iside, apportando agli uomini la conoscenza dell'agricoltura e delle pratiche religiose.
Geloso del regno benefico del fratello, Seth, assieme a sessantadue congiurati, richiude Osiride in un baule, nel corso di un banchetto, e lo getta nel
Nilo. Iside parte alla ricerca della bara, che le onde hanno spinto fino alle sponde fenicie di Byblos dove un'erica vi ha germogliato. Il re di Byblos fa trarre dalla bella pianta un pilastro e Iside, giunta nella città, se lo fa offrire in dono insieme alla bara da cui l'erica era spuntata e lo porta con sè nelle paludi di Chemnis, presso Buto, dove ella dà alla luce Horo.
 
Seth, essendo venuto al corrente dei fatti approfitta di una assenza di Iside per impossessarsi della bara, ridurre il corpo di Osiride in quattordici pezzi e spargerli per tutto l'Egitto.
Iside, ricomincia il suo viaggio alla ricerca delle membra del suo sposo e ogni volta che ne trova un pezzo lo seppellisce sul posto e vi fa erigere dei santuari.
A questo punto il mito conosce la possibilità di due epiloghi diversi: l'uno vuole che Osiride rimanga nel regno dei morti e ne diventi il sovrano; l'altro, che Thot, Anubi, Iside e Nefti riuniscano i pezzi del suo corpo smembrato e lo rendano immortale attraverso la
mummificazione.
Le due versioni, hanno fatto in modo che si costituisse il mito di un Osiride sovrano divinizzato ma, a questo punto, è intervenuto un fattore determinante: il sovrano Osiride comincia a distinguersi per il forte contrasto che intercorre tra la sua condotta in vita e l'efferatezza della sua morte, ed è esattamente questa componente a decretare la fortuna e la diffusione del mito.

Gardiner ha sottolineato fortemente la relazione che intercorre tra il mito osiriano e il carattere specifico della monarchia egiziana. Infatti, il dio è sempre rappresentato come sovrano dell'Egitto nella sua interezza, nonostante non rechi che la corona bianca del Sud.
Egli viene sempre considerato come il re morto che diventa dio, mentre il suo successore è l'incarnazione di Horo, il figlio di Osiride.
Le feste osiriane, che si tenevano alla fine dell'inondazione, assunsero soltanto tardivamente un carattere agrario, in quanto furono in principio celebrazioni della resurrezione del sovrano defunto in suo figlio. Il cerimoniale relativo alle feste di resurrezione dunque, rinnovava la storia mistica di Osiride e di Horo, mito in cui trovavano la loro giustificazione e le loro radici altri elementi legati al culto osiriano.

Osiride è in relazione con le acque del Nilo alle quali il suo corpo dona la forza fecondatrice.
In alcune versioni del mito infatti, invece di discendere il Nilo in un bara di fortuna, Osiride viene direttamente annegato nel fiume; inoltre, quando Seth lo fa a pezzi, il suo membro virile non viene ritrovato perchè, caduto nel Sacro Fiume, è stato divorato dall'ossirinco, pesce che nel nomos omonimo veniva assimilato a Seth.

Dio fecondatore, Osiride è anche signore della vegetazione e, come questa, muore nel periodo dell'inondazione per rinascere a primavera, dopo aver soggiornato sottoterra come il grano seminato.
Questo specifico aspetto era tenuto in gran conto dagli Egizi infatti in occasione della festa del dio, che aveva luogo prima della semina, riproducevano con il limo un modello del suo corpo e vi ponevano all'interno dei semi destinati a germogliare ricoprendo la statuetta di fitte foglioline.
Nelle tombe sono stati ritrovati numerosi esemplari di questo tipo di oggetto votivo.

Inoltre, la teologia eliopolitana ha fatto di Osiride un dio cosmico. Tale concezione si spiega solo se si ammette che, dall'epoca predinastica, il sovrano defunto fosse assimilato ad Osiride. Una simile assimilazione del resto fu subito inserita nel quadro del dogma del destino solare del re: quest'ultimo raggiunge Ra nel cielo, mentre Osiride riveste nello stesso tempo il carattere divino del re morto. Alla fine dell'Antico Regno Osiride venne anche assimilato al "Dio Grande" (dio celeste) come, prima di lui, Horo.

Questa concezione è legata inoltre a quella di Osiride dio dei morti. Il re defunto continua a regnare nel mondo interno, che è immagine del mondo terreno, come Osiride morto regna in questo mondo "antipodico".
D'altro canto visto che il sole illumina il mondo dei vivi e la luna quello dei morti, Osiride fu identificato anche con la luna (Aah). Sicuramente la dottrina del sovrano che continua a vivere e a regnare nell'aldilà fece sì che alla fine Osiride diventasse anche dio dei morti e che venisse identificato con le divinità funerarie delle città egiziane, primo tra tutti  Khentiamentiu, "il Signore (colui che presiede) degli Occidentali" ad Abido, nei pressi di This che sarà la culla delle prime dinastie tinite.
La morte di Osiride e la sua resurrezione conoscevano una riproduzione rituale.

La resurrezione in particolare era resa con la rappresentazione del ritorno del dio su di una barca sacra con grande gioia della folla.


Il mistero della statua movente

Salvo preventiva autorizzazione scritta, è vietata la riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo

ANTICO EGITTO TRA STORIA E MITO GLI DEI

Collabora con noi