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CASTELLI DI DUINO
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Castello di Duino



Castello di Duino
Storia e leggenda hanno contribuito a formare l’indiscussa fama del Castello o, per meglio dire, dei Castelli di Duino.

I due castelli di Duino sorgono nell’omonimo villaggio posto tra Monfalcone e Trieste; il vecchio, che secondo la tradizione era dedicato al culto del dio Sole e che conserva ancora imponenti rovine a strapiombo sul mare; il nuovo, l’attuale dimora dei Principi della Torre e Tasso (von Thurn und Taxis), è stato costruito nei primi decenni del 1400, attorno alla torre quadrangolare di un avamposto romano.

Al primo Castello, eretto su un aspro promontorio, è legata la leggenda della “dama bianca”, ispirata da una roccia candida che, vista dal mare, sembra una figura femminile avvolta in un lungo velo, e che narra di un sovrano malvagio che gettò la sua sposa da uno strapiombo e il cielo, impietosito dalle grida della malcapitata, la trasformò in pietra prima che toccasse l’acqua.

Il Castello Vecchio era di piccole proporzioni, ben difeso dall’inaccessibilità delle rupi e, dalla parte di terra, da uno stretto corridoio limitato da mura e da passaggi obbligati, unica via di accesso.
La parte principale, che fungeva pure da abitazione castellana, era costituita da una torre rettangolare attraversata da un sottopassaggio a volta.
Una stretta scala, parte scavata nella roccia e parte costruita ad arte, saliva all’interno del castello passando sotto l’arco della torre; alte e grosse mura la proteggevano dal lato rivolto al mare.
La torre era a due piani, dei quali ora il secondo è rovinato; anche il piano sopra l’arco non esiste più, è rimasta intatta solo la parte inferiore, probabilmente adibita a cappella, sono infatti visibili tracce degli antichi affreschi che decoravano le pareti e la volta del soffitto.
Un leggio in pietra è incastrato nel muro all’altezza di una piccolissima finestrella gotica aperta nella parete per dare luce al leggio stesso. Non si trovano tracce di scale in muratura, né esterne né interne; si può supporre che l’accesso al piano superiore avvenisse per mezzo di scale esterne di legno. Infatti sulle mura della torre si notano incavi quadrati ove presumibilmente erano incastrati i supporti della scala, probabilmente mobile, per assicurare, in caso di assedio, una perfetta difesa agli abitanti della torre.

Oltre a questa costruzione vi dovevano essere altri baraccamenti nello spazio antistante. Una traccia di un altro edificio si nota nel piccolo cortile, chiuso dalle mura che circondavano completamente tutto il perimetro irregolare dello scoglio, lungo le quali corrono alcuni camminamenti strettissimi scavati nella roccia e collegati tra loro.

Il castello era veramente inespugnabile e, infatti, provarono a porvi assedio, ma inutilmente, i Veneziani nell’anno 1369, durante la guerra condotta in ostilità a Trieste. Duino allora parteggiava per la vicina città e procurava danni alla flotta veneziana utilizzando i “gabardelli duinati”, piccole imbarcazioni veloci usate dai corsari adriatici.

Il periodo in cui il Castello fu edificato rimane incerto; si suppone tra il X e l’XI secolo.
E’ noto comunque che nell’anno 1389 il capitano di Trieste, Ugone di Duino, trovando il vecchio maniero troppo angusto per i nuovi tempi, chiese ed ottenne, dal duca d’Austria Alberto, la licenza di erigere un castello più grande.
Ultimato questo, il vecchio nido venne affidato alla custodia di un gastaldo, ma non essendo più abitato, lentamente cadde in rovina.

Già nel XVI sec. era ridotto ad un rudere: sono proprio questi ruderi che creano uno scorcio di grande suggestione, ammirabile da una terrazza sul mare del Castello nuovo. Sembra però che nel 1478, anno di una delle scorrerie mussulmane, l’antica rocca, difesa dai Cavalieri di Rosa e Croce, opponesse resistenza a quelle milizie. Ma dopo breve assedio i difensori furono costretti alla resa e il fortilizio venne gravemente danneggiato.

Il nuovo Castello, ultimato nei primi anni del 1400 dai Walsee, successori dei Duinati, era stato concepito con criteri assai più generosi di quelli usati per il precedente. Era stato scelto un alto promontorio a picco sul mare nei pressi dei resti di una grande torre romana., alla base della quale si ritroverà una lapide che ricorda Diocleziano. Il nuovo castello risultò molto più grande, munito e imperniato intorno alla vecchia torre romana fatta restaurare. Dell’originaria dimora del Walsee ora rimangono oltre alla suddetta torre quadrangolare, le fondamenta e qualche tratto di muro. Già nel 1639 il castello era stato quasi completamente rinnovato dopo un sopralluogo effettuato dall’ingegnere militare Pieroni, per conto dell’imperatore Ferdinando III, il quale desiderava provvedere alla sicurezza della zona, preoccupato dalla minaccia delle incursioni turche. E’ di un periodo poco posteriore una stampa che rappresenta Duino circoscritto da due gironi di mura merlate, rinforzate da torri quadrate. Il complesso degli edifici interni ha pressappoco la stessa disposizione dell’attuale. In quel tempo anche il piccolo borgo, che si era sviluppato ai piedi del castello, era circondato da mura.

Danni rilevanti vennero subiti dal castello durante la prima guerra mondiale e l’attuale costruzione è stata completamente restaurata e in parte ricostruita, ma in modo da rispecchiare fedelmente le forme originali. In seguito a lavori di manutenzione è stato messo alla luce un forno rivestito da mattonelle, presumibilmente dell'epoca in cui venne innalzata la torre stessa.

Oggi il Castello appare come un complesso di edifici di varie epoche, raccolti attorno ad un cortile interno con loggiato, chiuso da due muraglioni di cinta bastionati e da uno splendido parco.
All’interno, gli arredi, i quadri, gli oggetti preziosi, i libri e i ricordi raccolti per secoli conferiscono al Castello un’atmosfera elegante e calda, mentre il suo giardino – dove si mescolano alberi secolari, prati all’inglese, cascate di fiori e architetture aeree – invita al relax e a tranquille passeggiate.

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