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EVITA PERON
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Dopo la sconfitta di Hitler, numerosi gerarchi nazisti trovarono rifugio in Argentina: criminali di guerra come Eichmann, Barbie e Mengele, passati per Genova tra il 1949 e il 1951. Lungo la "rotta dei topi" fuggirono anche ustascia croati, collaborazionisti belgi e filo-nazisti francesi. A organizzare la fuga era la misteriosa ed efficiente "Organisation der ehemaligen SS-Angehorigen", nome in codice Odessa. Per la prima volta, dopo una serie di indagini in Sud America e utilizzando materiali inediti dei servizi segreti americani ed europei, ma anche attraverso una serie di interviste, Uki Goni ricostruisce l'intera filiera, con una serie di rivelazioni che riguardano gli accordi tra il governo del presidente argentino Juan Domingo Perˇn e la chiesa cattolica argentina, le complicitÓ delle autoritÓ elvetiche, le basi italiane.
Evita PeronEva Maria Ibarguren Duarte nasce il 7 maggio 1919 a Los Toldos (Buenos Aires), figlia illegittima di Juan Duarte.

Nel 1930 si trasferisce a Junin e poco dopo a Buenos Aires dove si lega ad un ballerino di tango e comincia a recitare alla radio ed in teatro dove debutta nel 1935 con una piccolissima parte.
Nel 1937 Ŕ la volta del suo debutto nel nel cinema nel film Segundos Afuera.

Negli anni successivi Evita continua a dividere il suo tempo tra radio, teatro e cinema, fino a che, nel 1944, conosce il colonnello Juan Peron.

Il 22 ottobre 1945, dopo aver modificato il certificato di nascita che mostrava la sua illegittimitÓ, Evita sposa Per˛n e nel '46, dopo un'impegnativa campagna elettorale Perˇn diventa Presidente ed Evita, consorte e "Primera Senora", questo consolid˛ il suo potere, anche se all'ombra del potente marito, spingendola a muoversi sempre di pi¨ in politica.

Evita lavora strenuamente nel sindacato ed in difesa della classe povera ed emarginata del suo paese,si batte per il diritto al voto delle donne e fonda il partito peronista delle donne, si occupa del lavoro minorile, di quello delle donne e della sanitÓ e nel 1947 crea la Fondazione Eva Duarte, ente assistenziale.

Evita si definisce lo strumento di congiunzione tra le esigenze degli argentini ed il presidente con il quale ha sicuramente una complicitÓ di intenti, tanto che nel 1951 le viene offerta la vicepresidenza dell'Argentina, ma lei la rifiuta.
Come ambasciatrice straordinaria dell'Argentina si reca in Francia ed in Italia dove viene ricevuta dal papa.

Muore il 26 luglio 1952 per un tumore.
Coperta da un sudario bianco e da una bandiera bianca e azzurra, Evita viene deposta in una bara chiusa da un vetro trasparente, nellĺatrio della segreteria per tredici giorni.

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