IsideANTICO EGITTO DI ISIDEIside

FARAONE SHESHONQ I

Sheshonq I

Seshonq IAll'inizio della XXII dinastia il trono d'Egitto fu occupato da un re libico "Sheshonq I, proprio quel faraone che aveva chiesto a Psusennes II l'autorizzazione per creare ad Abydos un culto funerario per il padre defunto.
In realtà questo sovrano non era proprio uno "straniero": la famiglia da cui proveniva si trovava in Egitto da circa sei generazioni, e come tutti i Libici presenti nella terra del Nilo, si era perfettamente integrata all'interno della società.
Sheshonq I era infatti generale dell'esercito e ricopriva l'importante carica di consigliere del re.
Vincoli di sangue lo legavano inoltre alla famiglia reale di Psusennes II.
Sheshonq I era nipote di Osorkon il Vecchio e discendeva da un "Capo dei Ma" (Mashwash) di nome Buyuwawa, che aveva vissuto in un'oasi del deserto libico alla fine dell'epoca ramesside.

Non si hanno documenti in grado di fornire con precisione l'origine del popolo Mashwash, per alcuni studiosi potevano essere ricondotti ai Berberi, che si erano stanziati in Libia.
Questi Libici erano gli stessi che tentarono di invadere il Delta al tempo di Ramesse III e che furono schiacciati dalle truppe del faraone per ben due volte.
I Mashwash dopo queste clamorose sconfitte scelsero di insediarsi all'interno del grande impero faraonico in modo pacifico.
La maggior parte di loro però non poté neppure scegliere: i prigionieri venivano infatti inviati alle oasi per ripopolarle,
alcuni di essi offrirono al sovrano i propri servizi in qualità di mercenari e andarono a riempire le schiere dell'esercito egizio.
I faraoni in cambio di questi favori donarono ai libici diversi terreni che contribuirono a creare quelle colonie militari che assunsero grande importanza al termine della XXI dinastia. Ogni colonia era guidata da un capo libico che si faceva chiamare "Gran Capo dei Ma", dove Ma è l'abbreviazione di Mashwash.
I Libici adottarono presto i costumi e le abitudini del popolo egizio conservando però i propri nom, inoltre non persero l'abitudine di fissarsi tra i capelli una doppia piuma ed è per questa usanza che venivano indicati dagli Egizi con il nome di "Gente che portava la doppia piuma".

Il padre del faraone Sheshonq I con molta probabilità rivestì il ruolo di "Gran Capo dei Ma" della colonia di Heracleopolis, ma secondo lo storico Manetone la nuova generazione di regnanti era originaria di Bubastis, la città del Delta che nel corso della XXII dinastia diventò la capitale del regno e da cui la dinastia prese il nome di bubastide.
Quando Sheshonq I diventò re d'Egitto, dopo aver onorato la memoria del suo predecessore, per legittimare la sua ascesa al trono fece sposare al proprio figlio, il futuro Osorkon I, una figlia di Psusennes II, Maatkare.
L'ascesa al trono di Sheshonq I si svolse in un clima di assoluta tranquillità.
Al termine della XXI dinastia, intorno all'anno 945 a.C., l'Egitto era indebolito e diviso tra il potere faraonico della famiglia regnante e il clero tebano. Il nuovo sovrano non dovette fare altro che accentrare nella sua persona il potere rimasto vacante alla morte del sovrano tanita. Il clero tebano però non gradì l'ascesa al potere del re libico.
I sacerdoti non vollero riconoscere immediatamente la carica del sovrano straniero e una parte del clero preferì ritirarsi in Alta Nubia, forse a Napata, dove si stava formando un nuovo regno indipendente.

Con Sheshonq I l'Egitto visse un periodo di splendore e potè finalmente recuperare parte di quella credibilità andata perduta durante i deboli regni dei faraoni che precedettero il re straniero. Per prima cosa Sheshonq I diede un notevole impulso alla politica espansionistica del paese dimostrando di avere un grande interesse per le città asiatiche.
Il re desiderava che il suo impero riacquistasse sui popoli del Levante la supremazia di un tempo e l'occasione non tardò ad arrivare. Erano infatti tempi che ci sono ben noti dalla Bibbia: in Israele regnava Salomone.
Alla sua morte la Palestina si divise, Geroboamo (nome che significa "Che il popolo cresca") figlio di Nebat, si era ribellato a Salomone che tentò di ucciderlo. Il giovane si rifugiò presso Sheshonq e ne sposò una figlia, in attesa della rivincita; questa arrivò alla morte di Salomone quando Roboamo, suo figlio e successore, convocò un consiglio delle tribù, ove si precipitò anche Geroboamo. Al termine della disputa si formò il regno di Israele, che sotto la guida di Geroboamo comprendeva dieci delle dodici tribù che costituivano il popolo ebraico.
Roboamo formò invece il regno di Giuda con le due tribù rimanenti.
Il re Sheshonq I approfittò di questo delicato momento di scissione politica per soddisfare finalmente le sue mire espansionistiche sui territori asiatici. Il faraone guidò le sue truppe nel regno di Giuda e dopo aver costretto gli avversari alla resa, si fece consegnare il tesoro del regno di Gerusalemme.
A questa vittoria ne seguì un'altra.
Dopo aver conquistato il regno di Giuda, Sheshonq I pensò a quello di Israele. L'esercito egizio si diresse verso nord e riportò la vittoria sulle truppe di Geroboamo che fu catturato.
Il re successivamente continuò ad avanzare fino a Megiddo, dove lasciò una stele commemorativa.
La campagna in Palestina guidata da Sheshonq I fu immortalata dai sudditi reali sulla parete del muro meridionale del tempio di Karnak.
Il sovrano libico fece incidere una lunga lista delle città che aveva conquistato durante la sua vittoriosa spedizione in Asia. La lista doveva contenere centocinquanta (secondo alcuni centoottanta) nomi ma purtroppo oggi ne restano circa la metà. Quello di Gerusalemme è probabilmente andato perduto, ma troviamo un luogo chiamato "Campo di Abramo": questa citazione è molto importante perché si tratta della prima volta che in un documento storico compare il nome del capostipite degli Ebrei.
Nel corso delle due campagne militari il re d'Egitto poté impossessarsi di grandi tesori.
I re David e Salomone avevano accumulato ingenti ricchezze che passarono in mani egizie e per quasi due secoli lo stato faraonico poté vivere in prosperità grazie al bottino riportato dalla guerra condotta in Palestina.

L'Egitto tornò così a essere rispettato dai principi delle città-stato asiatiche e il popolo del faraone riallacciò anche l'antichissima e importante amicizia con i Fenici guidati dal re di Byblos Zirbarbaal.
Per quanto riguarda i rapporti con il clero di Tebe Sheshonq I decise di nominare gran sacerdote di Amon il proprio figlio Iuput, cercando di gettare le basi per una sicura politica di equilibrio dei poteri.
I suoi successori ne seguirono l'esempio.
Con i vincoli di parentela si intendeva legare così anche il potere temporale a quello spirituale garantendo stabilità e pace all'interno del paese. Sheshonq I collocò altri figli in altrettanti punti strategici. Il re infatti affiancò un altro figlio a Iuput e ne elesse altri due come profeti di Amon a Karnak, mentre il figlio Nimlot fu nominato capo delle truppe di Heracleopolis.

A questo punto la storia si fa più avara di notizie e l'esposizione deve purtroppo limitarsi a poco più che un arido elenco.
Anche Osorkon I, che ereditò il potere dal padre Sheshonq 1 nel 924 a.C., mise sul trono pontificio di Tebe il figlio Sheshonq.
Questo gran sacerdote fece una brillante carriera fino a divenire coreggente di Osorkon I, ma mori prima del padre e non poté mai essere faraone.
Lo seguì Takelot I, figlio minore di Osorkon I e di una sposa secondaria.
Intanto a Tebe il trono pontificio era occupato dal fratello di Takelot I, Iuwelot.
Quando salì al trono Osorkon II, a Tebe regnò il figlio di Sheshonq Harsiesi, ma alla morte del sacerdote avvenuta nell'anno 860 a.C., Osorkon II mise alla testa del clero tebano il proprio figlio Nimlot.
Sotto il regno di Osorkon II la XXII dinastia, e di conseguenza tutto il paese, visse ancora gli ultimi anni di splendore.
Il sovrano abbellì alcuni templi tra cui quello stupendo e gigantesco, interamente in granito dedicato alla dea Bastet nella città di Bubastis, dove gli scultori reali decorarono la sala ipostila, mentre gli operai costruirono una sala delle feste.
Il re celebrò anche un giubileo che fu rappresentato sul portico del tempio.
Osorkon II continuò la sua attività edilizia a Leontopolis, Menfi, Tanis e a Tebe.
Durante il suo regno acquistò sempre maggior potere il regno dell'Assiria.
Il re assiro contemporaneo di Osorkon II era Salmanassar III, figlio di quell' Assurnasirpal II, celebre per la straordinaria crudeltà, che conquistò la Mesopotamia e il medio Eufrate, raggiungendo la Siria e l'Oriente fino alla costa di Amurru.
Salmanassar III continuò le guerre del padre e cercò di conquistare la Siria del Nord ma una coalizione formata dagli eserciti di Siria, Palestina ed Egitto ne arrestò l'avanzata nella battaglia che si svolse a Qarqar sull'Oronte.
Intanto alla morte di Osorkon II la corona egizia passò al figlio minore del re, il principe che diventò il faraone Takelot II.
A Tebe la carica di gran sacerdote di Amon era ricoperta dal fratellastro del re, Nimlot.
La figlia di Nimlot, Karomama, sposò il re Takelot II e da questa unione nacque Osorkon. Ma alla morte di Nimlot scoppiò una guerra civile. Il re Takelot II infatti nominò come gran sacerdote di Amon il principe ereditario Osorkon, ma la scelta fu rifiutata da Tebe. Nella città di Amon, infatti, il nipote omonimo del sommo sacerdote Harsiesi rivendicava lo stesso diritto.
Seguirono tumulti, fomentati dallo stesso Harsiesi, che portarono a lunghi scontri tra la famiglia regnante e gli abitanti di Tebe.

Solo dopo dieci anni si riuscì a ristabilire una tregua ma alla morte di Takelot II si verificarono nuovi disordini.
Lo scettro passò nelle mani di un fratello di Osorkon, il re Sheshonq III, ma all'interno della famiglia regnante si verificò una scissione che  portò alla nascita della XXIII dinastia, contemporanea a quella fondata nel 945 a. C. da Sheshonq I.

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