TRA STORIA E MITO
ANTICO EGITTO DI ISIDE
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GLOSSARIO

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A

Antropoformismo E' la tendenza a rappresentare le divinità con le fattezze e le caratteristiche comportamentali dell'uomo.

B

Ba Il Ba è l'anima. Avendo gli dei molti ba possono manifestarsi in modi diversi. Il ba del defunto lascia il corpo alla morte e abita nella tomba; può muoversi liberamente nell'aldilà e ritornare sulla terra.

C

Canone Indica la regola o norma che, nell'arte antica rappresentava la misura base, il modulo su cui si fondava l'edificio o la scultura cioè il sistema di regole relative alle proporzioni tra le varie parti.
Capitello Posto in cima alle colonne dei templi e degli altri edifici, assume diverse forme. Il papiriforme a fiore aperto, è costituito da foglie di papiro che si allargano. Quello papiriforme a fiore chiuso, è invece più allungato verso l'alto e tende a restringersi. Il capitello palmiforme è ancora più allungato verso l'alto, mentre quello lotiforme si restringe in cima. Particolare è infine il capitello del pilastro hatorico che ha la forma della testa della dea Hat.
Cartonnage E' un materiale che costituisce la copertura di molte mummie egizie. Consiste in numerosi strati di stoffa di lino o di papiro o bende che venivano incollati tra loro, impregnati di gesso, avvolti attorno al corpo e dipinti.
Caterrate Rapide che interrompono il flusso del Nilo fra Assuan e Khartum. Ci sono sei cateratte principali e parecchie altre più piccole; tutte sono pericolose per la navigazione. La seconda era transitabile soltanto durante l'inondazione annuale.
Cenotafio Era una tomba simbolica costruita in aggiunta al sepolcro a scopi cerimoniali,  ma che non veniva utilizzata per la sepoltura.
Chiosco Piccolo tempio aperto, in genere riproduzione di un edificio più grande. Veniva usato di solito per il giubileo reale oppure come stazione di sosta per le statue degli dei quando, durante le feste, queste lasciavano il loro tempio principale.
Copto Termine usato per indicare la popolazione cristiana dell'Egitto. "Si riferisce anche agli aspetti dell'arte, dell'architettura e della letteratura della comunità cristiana d'Egitto. E' inoltre inteso come forma finale dell'antica lingua egizia, che adottava l'alfabeto greco con l'aggiunta di sette nuovi segni.
Cripta Indicava un vano o un passaggio nascosto di un edificio. Per gli egizi indicava la parte della tomba con la camera sepolcrale, in genere sotterranea.
Cubito Unità di misura di lunghezza che corrispondeva alla lunghezza dell'avambraccio, dal gomito alla punta del pollice. Il cubito reale, o grande misurava metri 0, 525, e il piccolo cubito metri 0, 450.
Cuneiforme Scrittura della Mesopotamia formata da caratteristici trattini a forma di cuneo. In Egitto sono stati trovati testi cuneiformi a Tell el-Amarna e su vari oggetti del periodo persiano.

D

Demotico Scrittura corsiva apparsa verso la fine del VII secolo a. C. come evoluzione della scrittura geroglifica, e adottata in epoca tolemaica e romana nella vita quotidiana. I caratteri pur derivando dallo ieratico, ne annullarono le figuratività ancora rimaste e conferirono al demotico carattere di scrittura. Fu generalmente usato negli affari legali e amministrativi, mentre le scritture ieratica e geroglifica vennero mantenute per i testi religiosi.
Dolerite Roccia nera e dura, usata in architettura e, soprattutto, per pavimentare le strade. Probabilmente derivava dal Faiyum.
Dinastie

Rappresentano la sequenza dei sovrani, dell’Egitto secondo la cronologia di Manetone.
Trenta dinastie e a cui è possibile aggiungerne altre tre contando il secondo periodo persiano, il periodo tolemaico e gli imperatori romani.
La successione dei faraoni ci è pervenuta grazie agli autori greci, (Eratostene) e ad alcuni documenti egiziani, ma soltanto Manetone fornisce una lista che ricopre quasi tutto l’arco della storia egiziana.
Alcune altri fonti sono le tavole di Abido e di Saqqara, la pietra di Palermo, il papiro reale di Torino ed una lista non completa incisa nella “Camera degli Antenati” di Thutmosi  III a Karnak, e poi trasferita al museo del Louvre.In questa lista si trovano due nomi di sovrani dell’Antico regno e la maggior parte di quelli del Medio Regno, senza però una successione cronologica.

E

Electron Lega naturale d'oro e d'argento, dal colore giallo pallido. Arrivava dal Kush (Nubia), dal Punt (sulla costa del Mar Rosso) e da varie altre località a sud dell'Egitto. Era usato in gioielleria e per ricoprire gli obelischi.
Enneade Raggruppamento di nove divinità secondo una precisa gerarchia che si ritrova talvolta nel panteon dell'antico Egitto. L'enneade più celebre è quella di Eliopoli, che include nove divinità raggruppate per generazioni successive: il dio Atum, emerso dal caos primordiale, avrebbe generato Shu, il dio-aria, e Tefnet, l'umidità. Da questi sarebbero nati Gheb, il dio della terra, e la sua sposa Nut, dea del cielo. Infine sarebbero nati Osiride, Iside, Seth e Nefti.
Epagomeno Presso gli Egizi, che avevano sviluppato un calendario molto preciso, i "giorni epagomeni" erano i 5 giorni che venivano aggiunti ai 12 mesi di 30 giorni per formare un anno di 365 giorni.

F

Falsa porta Porta dipinta o incisa, attraverso la quale il ka poteva entrare o uscire.
Festa Sed Giubileo celebrato dopo trent'anni di regno dai re dell'Egitto

G

   

H

   

I

Ideogramma Simbolo grafico che rappresenta un'immagine o un'idea. La fase ideografica della scrittura degli Egizi, che inizialmente aveva originato i geroglifici, si trasformò in seguito in un sistema fonetico.
Ieratico Scrittura corsiva, schematizzazione di quella geroglifica, della quale semplificò i simboli ed eliminò l'aspetto più figurativo. Fu utilizzata per tutta la storia egizia in documenti d'affari o di natura legale e si scriveva con un pennello di canna sul papiro o sulla pietra. Fu sostituita dal demotico. In epoca tolemaica l'impiego dello ieratico fu limitato ai testi religiosi. Era infatti abitualmente usata dai sacerdoti per la redazione dei testi sacri. I caratteri dello ieratico, perso l'aspetto pittorico dei geroglifici, venivano spesso scritti gli uni attaccati agli altri.
Ipocefalo

L'ipocefalo aveva la forma di disco, poteva essere di papiro, cartonnage, bronzo o terracotta. Il suo valore magico-funerario era legato al concetto di rinascita, serviva a riscaldare la testa della mummia e a preservarla in attesa della resurrezione.
Sull'ipocefalo erano riportate delle formule tratte dal capitolo 162 del Libro dei Morti.

Ipogeo Vano sotterraneo che accanto alla mastaba e alla piramide costituisce uno dei luoghi di sepoltura dei defunti nell'antico Egitto.
Ipostasi Indica la sostanza e la natura di una cosa, ovvero la personificazione di un'idea o di una realtà astratte.
Ipostila Dal greco "molte colonne". In Egitto Ogni tempio per il culto o mortuario aveva una o più sale ipostile (cioè "molte colonne) , le cui colonne sostenevano le lastre del soffitto. Gli atri ipostili erano le parti più esterne e grandiose del corpo principale dei templi; spesso erano componenti aggiunte ed esprimevano un complesso simbolismo

J

   

K

Ka Energia vitale o spirito dell'uomo. Gli egizi credevano che continuasse dopo la morte. Inizialmente il ka era un "doppio" della persona vivente, ma diventava indipendente dopo la morte quando, ricevendo offerte funerarie veniva accicurata la sopravvivenza del defunto. Il ka veniva rappresentato come una figura umana con le braccia alzate sopra la testa e le palme della mano alla fronte. I sacerdoti che accudivano all'approvvigionamento e alla manutenzione della tomba del defunto erano conosciuti come "sacerdoti di ka", e la tomba stessa, che era considerata la casa del defunto dopo la morte, era chiamata "casa del ka".
Khol Polvere nera usata come cosmetico per gli occhi

L

Lista dei Re

Collocate nei templi, le liste sono incomplete, perché i re considerati "inaccettabili" o eretici non erano compresi. Pertanto hanno un valore storico limitato, anche se forniscono utili informazioni relativamente alla successione dei sovrani. Esistono liste anche su papiro, come il "Canone di Torino".

M

Mammisi "Luogo della nascita". Piccolo tempio annesso ai grandi templi dell'età tarda e del periodo greco-romano era il luogo in cui nasceva il dio del tempio principale; se il tempio principale era dedicato a una dea, era una camera annessa al tempio, in cui la dea si ritirava una volta all'anno per partorire il figlio con il quale lei e il marito erano venerati.
Mastaba Tipo di tomba a pianta rettangolare e dai fianchi leggermente inclinati. La tomba consisteva di due parti, la camera della sepoltura e la cappella; le pareti di quest'ultima erano spesso decorate con scene vivaci della vita quotidiana. La sovrastruttura delle mastabe era essenzialmente rettangolare con tetto piatto e muri verticali (di mattoni crudi) o leggermente inclinati (di pietra).
Monolitico Costituito da un unico blocco di pietra.

N

Naoforo La figura che regge tra le mani un piccolo tempio Naos.
Naos "Dimora di un dio", dal greco. E' una celletta di pietra, nel cuore del tempio, in cui si collocava la statua del dio. In genere dentro il naos monolitico di pietra dura ve ne era uno più piccolo di legno; i naos di pietra sono tipici dell'età tarda e a volte sono raffinatamente decorati. Il termine viene anche usato per designare il santuario del tempio.
Natron Composto naturale di carbonato di sodio e di bicarbonato di sodio era usato soprattutto per la mummificazione, per purificare la bocca, per preparare l'incenso, ma anche per cuocere i cibi, per fabbricare il vetro e in medicina.
Necropoli La città dei morti. Era un'area destinata alla sepoltura, che si trovava sempre nelle vicinanze della città o del villaggio. Di solito la necropoli era situata sulla riva occidentale del Nilo, ai margini del deserto, lontano dalla zona irrigata.
Nemes Copricapo a strisce con due lembi a lato del volto ed una coda dietro.
Nilometro Scalinata che scendeva nel Nilo, sulla quale erano riportate delle tacche sopra il livello dell'acqua bassa per misurare e registrare i livelli di inondazione. Questa scalinata in genere conduceva dal Nilo a un passaggio all'interno del tempio. Durante le inondazioni vi si segnava il livello raggiunto dalle acque, per calcolare il futuro raccolto agricolo.
Nomarca Governatore di un "nomo" o provincia. Dalla fine dell'Antico Regno all'inizio del Medio Regno i nomarchi si trasformarono in sovrani locali, che si trasmettevano la carica per via ereditaria e governavano i loro nomi più o meno incuranti dell'autorità centrale. Durante la XII dinastia la carica cessò di avere importanza politica.
Nomo Erano le circoscrizioni amministrative e fiscali dell'Egitto faraonico, tolemaico e romano sino al IV secolo d. C., ciascuna delle quali aveva un proprio nome e proprie divinità, ed era controllata da un governatore o nomarca.
Nuovo anno Festività che  celebrava l'inizio del Nuovo Anno e in occasione della quale venivano regalate caratteristiche ampolle augurali con l'acqua del Nilo. Contemporaneamente infatti iniziava la crescita delle acque del fiume, destinate a fecondare le campagne con il suo limo, garanzia di raccolti abbondanti.

O

Ostrakon Coccio o scheggia di calcare o di terracotta era usato dagli scribi per imparare a scrivere e come mezzo economico e facilmente reperibile per lettere, documenti quotidiani e veloci schizzi. Conti, contratti, appunti, ricette mediche, testi magici e letterari venivano scritti sugli ostraka, alcuni dei quali sono stati trovati nei rifiuti di antiche località. Alcuni, coperti di disegni fatti a penna con inchiostro rosso o nero, erano opera degli artigiani che lavoravano alle tombe dei re. La maggior parte dei testi è in ieratico o demotico, ma ne esistono anche di scritti in geroglifici corsivi e numerosi sono dipinti, fra cui le brutte copie di iscrizioni geroglifiche.

P

Psicostasia La pesatura dell'anima, ossia il giudizio divino dopo la morte. Al centro della scena che la rappresenta, troviamo Thot, Anubi, Osiride e 42 giudici. C'è la bilancia per controllare la veridicità della confessione del defunto. Su un piatto c'è il suo cuore (la coscienza), sull'altro la piuma della dea della giustizia Maat. Se il primo è più pesante, il defunto è condannato a essere divorato da un mostro. Se, al contrario, risulta più leggero della piuma, è salvo.

Q

   

R

   

S

Serdab Si trovava nelle mastabe e negli edifici funerari  dell'Antico Regno ed era  piccola camera senza porte dentro una cappella mortuaria o in una galleria sepolcrale e conteneva una o più statue del defunto. In origine il vano in cui la statua veniva riposta era inaccessibile e privo di aperture. Dotato in seguito di fessure o fori all'altezza degli occhi, permetteva alla statua di entrare in comunicazione con l'esterno, consentendole di assistere ai riti funebri che si svolgevano negli ambienti attigui.
Shaduf Introdotto in Egitto durante il Nuovo Regno, è uno strumento tuttora usato per irrigare i campi. E' formato da un secchio, tenuto da una fune attaccata a un palo. Il secchio viene affondato nell'acqua e può esser sollevato facilmente.
Sistro Strumento musicale, una specie di sonaglio, sacro ad Hathor. Due sono i tipi più comuni: il primo era una scatola a forma di naos sopra una testa di Hathor, con volute decorative sui lati (il sonaglio era dentro la scatola); il secondo consisteva in un bastoncino di metallo con dischi mobili sopra una testa di Hathor più piccola, infilati in una sbarra trasversale; entrambi i tipi avevano lunghi manici.

T

Tabernacolo Nicchia o edicola destinata a contenere immagini sacre.
Tavola d'oblazione Tavola di pietra, spesso alabastro,  generalmente piana, grande e circolare. Era montata su un piccolo basamento, sul quale venivano deposte le offerte di cibo  fatte al dio dal sovrano o dal sommo sacerdote del tempio.
Tiara Copricapo in uso presso i faraoni dell'Alto Egitto come emblema di autorità e dignità regali, era anche attributo di molte divinità. Di colore bianco, aveva la forma di un bulbo allungato realizzato in rigido lino.
Triade Complesso di tre persone o cose, che nelle religioni e nell'antropologia ha spesso un valore sacro-magico. Presso gli Egizi molte divinità erano sistemate in triadi rette da un dio maggiore. La più nota è la triade osiriaca composta da Osiride, Iside e il figlio Horo, diffusa specialmente ad Abido. A Menfi era adorata la triade di Ptah, con la sposa Sekhmet e il figlio Nefertum; a Tebe il dio Amon, con la dea Mut e il figlio Khonsu.
Trireme Nave con tre file di remi che cominciò a essere costruita verso il 600 a. C. dagli egizi. Sulle triremi abbiamo poche informazioni : alcune fonti letterarie, alcuni rilievi marmorei, fra i quali uno dell'acropoli di Atene, un modello d'argilla e alcuni incerti disegni. Sembra che i rematori, il cui numero dalle 120 alle 200 persone, fossero disposti su tre file e che le triremi venissero usate sia in guerra, sia per scopi commerciali.

U

Uadi Valle solcata dal letto pietroso di un fiume sempre asciutto tranne che nella stagione delle piogge.
Ureo Termine traducibile come "cobra", che indica nell'antico Egitto il serpente sacro che spesso compare nell'atto di ergersi portato sulla fronte, sulla corona o sui copricapi di divinità e faraoni come simbolo del potere regale.
Ushabti Significa letteralmente "colui che risponde". Statuette di dimensioni e materiali diversi (pietra, legno, terracotta smaltata, metallo, maiolica ecc.) deposte nelle tombe con lo scopo di sostituire il defunto qualora egli fosse chiamato dagli dei a compiere i lavori nell'aldilà. Furono collocate in gran numero nelle tombe dei benestanti dal Regno Medio in poi. Si credeva che potessero sostituire gli schiavi, lavorando per il defunto nei "campi di Osiride". Le iscrizioni sulle figurine sottolineavano la buona volontà degli ushabti di rispondere all'appello del padrone.

V

Visir Titolo del capo supremo del potere esecutivo che, nell'amministrazione dell'antico Egitto, affiancava il faraone nell'esercizio del potere insieme a numerosi altri funzionari. Questa carica esisteva già nel periodo protodinastico. A lui spettavano l'amministrazione della giustizia, il controllo dell'apparato burocratico, la polizia, il fisco, i lavori pubblici, i trasporti fluviali, la corrispondenza ecc. Durante il Nuovo Regno ci furono due visir, uno a Menfi e uno a Tebe; in seguito i funzionari più importanti spesso non furono più i visir. Nell'età tarda la carica perse importanza.

W

   

X

   

Y

   

Z

   

 

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