TRA STORIA E MITO

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Lombroso
LOMBROSO

Il Museo di Antropologia criminale fu fondato da Cesare Lombroso nel 1876 all’interno del Laboratorio di Medicina Legale dell’Università di Torino in via Po.

Nel 1899 la collezione accresciuta da donazioni pubbliche e private, fu trasferita negli edifici universitari del Valentino; fu questa la fase di maggiore importanza del museo, nel periodo intercorso fra il trasferimento e l’estromissione dell’insegnamento universitario di Mario Carrara genero di Lombroso e continuatore delle sue ricerche, per non aver giurato fedeltà al fascismo nel 1931.

Nel 1947 il Museo venne spostato in Corso Galileo Galilei 22, sede dell’ex Istituto di Medicina legale.
Nel 2009, a cento anni dalla morte di Cesare Lombroso si è riallestito questo museo unico al mondo.

Le collezioni comprendono preparati anatomici, disegni, fotografie, corpi di reato, scritti e produzioni artigianali e artistiche, anche di pregio, realizzati da internati nei manicomi e da carcerati.

Il Museo intende visualizzare un sistema scientifico oggi di gran lunga superato, l’ecletticità di Lombroso e la complessità dei temi trattati dall’esposizione sollecitano il visitatore a rispolverare il proprio bagaglio culturale, toccando argomenti legati a discipline scientifiche come l’anatomia, l’antropologia, la psichiatria e anche di ambito umanistico quali la storia, la filosofia e la sociologia

Le teorie di Lombroso, oggi destituite di ogni fondamento, si basano sul concetto del criminale per nascita: l’origine del comportamento criminale è insita nelle caratteristiche anatomiche del criminale, persona fisicamente differente dall’uomo normale in quanto dotata di anomalie ed atavismi, che ne determinano il comportamento criminale.

Di conseguenza, l’unico approccio utile nei confronti del criminale è quello clinico-terapeutico.

Nell’ultima parte della sua vita Lombroso prese in considerazione anche i fattori ambientali, educativi e sociali come concorrenti a quelli fisici nella determinazione del comportamento criminale.

Oggi è stato ampiamente dimostrato che sia l’ambiente sia i geni influiscono sull’aspetto fisico, ma che quest’ultimo non influisce sul comportamento pertanto la dottrina lombrosiana è attualmente considerata pseudoscientifica.

Il Museo offre la possibilità di visite guidate con percorsi educativi differenziati, in base all’età, invitando a riflettere su domande che Lombroso si pose e che tuttora sono a aperte a discussione, quali le cause della criminalità e della follia.

I percorsi sono facilitati da proiezioni video e supporti multimediali, che hanno l’obiettivo di illustrare collezioni, temi specifici e il contesto storico-scientifico in cui è vissuto Lombroso.

Le proposte per gli adulti e le famiglie spaziano dalle visite guidate a un interessante calendario di eventi quali spettacoli musicali, teatrali e conferenze.

Cesare Lombroso nasce a Verona nel 1835, la sua formazione è influenzata dall’incontro con il medico e linguista padovano Paolo Marzolo, che lo avvia agli studi di medicina, compiuti tra Padova, Vienna e Pavia, dove si laurea nel 1858.

Medico militare dal 1859 al 1863, inizia in seguito la carriera accademica che lo porta nel 1876 alla cattedra di Medicina legale dell’Università di Torino.

Nel 1876 pubblica “L’uomo delinquente”, opera che attraverso numerose riedizioni lo rende famoso in tutto il mondo come padre dell’antropologia criminale.

Nel 1891 subentra a Enrico Morselli come ordinario di Clinica psichiatrica, mantenendo l’incarico di Medicina legale. Nel 1906 a Torino, in occasione del Sesto Congresso di Antropologia criminale, gli vengono tributate imponenti onoranze, muore nel 1909.

Mario Carrara nasce a Guastalla (Reggio Emilia) nel 1866 e si laurea in medicina a Bologna nel 1891. Nel 1893 si trasferisce a Torino e diventa assistente di Lombroso, in seguito viene nominato libero docente di Medicina legale dell’Università di Torino e ricopre poi la cattedra di Medicina legale dell’Università di Cagliari.

Nel 1899 sposa Paola, figlia di Cesare Lombroso, Paola. Nel 1903 torna a Torino succedendo a Lombroso alla cattedra di Medicina legale e assumendo dal 1904 la direzione del Museo. Alla morte di Lombroso assume anche l’incarico dell’Antropologia criminale.

Nel 1931 rifiuta di prestare il giuramento di fedeltà al regime fascista e viene così privato della cattedra e della direzione del Museo. Nel 1937, anno della morte, viene pubblicato il suo Manuale di Medicina Legale.

Via Pietro Giuria, 15 Torino
011 6708195
www.museounito.it/lombroso
museo.lombroso@unito.it
10.00 – 18.00 da lunedì a sabato – domenica chiuso


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