TRA STORIA E MITO
SIMBOLOGIA
IL LUPO
Sostieni il nostro lavoro
Menu Ultimi articoli Cerca nel sito Canale You Tube
Morte del lupo

Nei secoli la caccia ha rappresentato un’attività indispensabile per la sopravvivenza delle popolazioni, tuttavia la caccia al lupo ha travalicato il semplice bisogno di sostentamento.

L’intelligenza e le mille astuzie impiegate da questo animale per sottrarsi ai cacciatori, l’essere posto non solo come ambita preda, ma anche come nemico spirituale tanto da essere considerato un “Flagello di Dio” ne ha compromesso gravemente la sopravvivenza.

Con queste amare parole era descritto da un autore del XIII secolo:
“Il lupo, animale malvagio, empio e crudele, è come una creatura del Maligno e un autentico nemico degli uomini, che viene a tormentare e a distruggere. Tra tutte le bestie selvagge che vivono nei boschi e sono oggetto di caccia da parte degli uomini e dei cani, il lupo è il più malvagio, quello che arreca più male e più danno, e che merita maggiormente di essere ricercato, inseguito, braccato e catturato dai cani e dagli uomini”.

Durante il periodo feudale la caccia ai lupi era aperta a tutti e incoraggiata dalla Chiesa, tutti i sabati, eccetto la vigilia di Pasqua e di Pentecoste, i sacerdoti, i cavalieri e i contadini che non lavoravano erano precettati, sotto pena di ammenda, per uccidere i lupi e sistemare le trappole.

In realtà il lupo era cacciato da cavalieri e uomini d’armi per il gran prestigio che ne traevano, in seguito diventò però consuetudine retribuire i cacciatori, anche se il pagamento era a discrezione dei signori i quali, pretendevano la riscossione di “un’imposta speciale”, mentre i popolani si accontentavano di partecipare alle battute. La validità giuridica dei premi e l’ammontare degli stessi, furono fissati soltanto verso la fine del XVIII secolo con una sentenza ufficiale.

In Francia nacque un corpo paramilitare, la Louveterie, finalizzata a regolamentare, controllare, pianificare e contabilizzare il massacro dei lupi. Il corpo, abolito dalla Rivoluzione Francese, fu ripristinato da Napoleone che introdusse la figura del Grand Veneur (Cacciatore) e sopravvisse sino al 1971 anno in cui fu convertito e considerato un servizi pubblico:
”Ausiliari dell’agricoltura e consulenti tecnici in materia di abbattimento di animali nocivi”.

Questi sono solo alcuni esempi della guerra totale intrapresa dall’uomo nei confronti dei lupi.

Le conseguenze sono note, da tempo questo splendido animale, è quasi del tutto scomparso dai suoi habitat tradizionali e in assenza di questi preziosi predatori, si è verificata una moltiplicazione incontrollata degli erbivori selvatici che devastano foreste e pascoli autocondannandosi alla carestia.

Una catastrofe ecologica a cui si tenta di porre rimedio reintroducendo il lupo nelle zone da cui era scomparso, permettendo così il riequilibrio della fauna selvaggia proprio grazie a questo “medico della foresta”.

Se la morte del lupo in genere non suscitava emozioni, anzi, per alcuni era fonte di ricchezza o di celebrità, molti hanno reso omaggio all’indiscutibile coraggio che dimostra nella lotta per la sopravvivenza.

Il lupo è stato celebrato da poeti e scrittori, quali Plinio, Ovidio, Sand, Maupassant, Kipling che hanno lodato il coraggio del lupo di fronte alla morte e il suo rifiuto ad ogni forma di schiavitù.

“Era mio dovere salvarli, al fine di poter loro insegnare a sopportare la fame, a non entrare mai nel patto cittadino che l’uomo ha stipulato con gli animali servili”.
Così scriveva Alfred de Vigny, poeta e scrittore francese.

L’istinto di conservazione lo spinge a scappare per sottrarsi alla morte, tuttavia, quando non ha più speranza di salvezza, affronta la morte eroicamente, non concedendo nessuna tregua e lottando sino allo stremo.

Quando viene ucciso il lupo sa morire senza un grido né un lamento lasciando sfuggire solo un lieve rantolo, accettando il suo destino ed offrendo la testimonianza di una morte esemplare.


Lupo simbologia

Lupo spirito guida


Dal poema turco Oghuzname

Lupo psicopompo

La morte del lupo

Salvo preventiva autorizzazione scritta, è vietata la riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo
SIMBOLOGIA TRA STORIA E MITO LUPO