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LA CORTE
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Medioevo:corte
Tra il X e l’XII secolo, dopo la crisi dell’impero carolingio, il potere si frazionò in tanti piccoli centri governati da un signore locale.

In questo periodo il termine “corte” assume un altro significato, se prima indicava il luogo di residenza del re o del papa, ora il termine indica la cerchia di parenti, vassalli e amici che circondano il signore locale.

L’associazione corte-castello fa sì che i nobili, per distinguersi dal volgo, adottino delle regole e dei comportamenti che in seguito saranno chiamati “cortesia”.


La “cortesia” investe molti aspetti della vita quotidiana: per esempio mangiare su una tovaglia fresca di bucato, spendere molto denaro senza contarlo e la formazione di rituali giocosi di corteggiamento nei rapporti d’amore.

La poesia amorosa è composta secondo i dettami dell’amor cortese, mentre la narrativa racconta storie d’amore ambientate tra le corti dei castelli.

La corte intesa come entourage di un re o di un principe ritorna ad acquisire importanza dal XII secolo, quando con il rafforzamento monarchico, ogni sovrano è circondato da un numero crescente di servitori e familiari.

Dal Duecento compare l’organizzazione della corte: la casa del principe che comprende il personale di cucina e gli addetti alla tavola, chi si occupano del letto e del guardaroba, la scuderia che amministra i cavalli, i cani da caccia e le armi e infine la cappella del principe, seguita da personale ecclesiastico.

Nei secoli successivi ci saranno maggiordomi, ciambellani e numerose altre qualifiche, tanto che intorno a ogni principe si concentravano centinaia se non migliaia di persone.

Cambia anche la semplicità delle corti e tutto si fa più complesso e regolamentato: nasce così il concetto di etichetta.

Ogni atto compiuto dal sovrano o da coloro che gli sono vicini è disciplinato da un protocollo, una sorta di rappresentazione teatrale volta a magnificare la grandezza del sovrano.

Negli ultimi secoli del Medioevo, la corte definisce l’insieme di ufficiali e domestici organizzati in vari servizi e con mansioni specifiche, atti ad assicurare la quotidianità del principe.

Sebbene molti intrighi di corte abbiano influenzato sia fortune personali sia decisioni politiche, la corte non era al vertice dell’amministrazione statale né tantomeno un luogo di decisioni politiche.



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