TRA STORIA E MITO
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MITOLOGIA MESOPOTAMICA

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Mitologia MesopotamicaMesopotamia la "terra tra due fiumi".
Un’ampia vallata fertile, adagiata tra i fiumi Tigri ed Eufrate, abitata da varie popolazioni, che più di ogni altro luogo può fregiarsi del titolo di “culla della Civiltà”

La scrittura cuneiforme inventata dai Sumeri, uno dei primi codici di legge tramandatoci dai babilonesi, il codice di Hammurabi, il vasto impero conquistato dagli Assiri, i grandi studi astronomici sono solo alcune delle grandi opere giunte sino a noi.




Mitologia MesopotamicaPer i Sumeri lo scopo principale della vita era servire gli dei.
Ogni città aveva un tempio per onorare i propri dei protettori, in seguito furono costruite le ziggurat, le case in cui abitava il dio quando scendeva in mezzo al popolo, accolto solitamente in un piccolo tempio dalla figlia del re con la quale si univa in matrimonio.
Una devozione assoluta verso i propri dei faceva sì che i Sumeri, quando non potevano pregare, disponessero delle statuette innanzi agli altari, gli occhi enormi a simboleggiare l’adorazione e le mani giunte in atto di una venerazione costante.

Interessante è anche la teoria di Zecharia Sitchin, secondo il quale i Sumeri conoscevano molto bene i pianeti del Sistema Solare e la prova è un’incisione su un cilindro accadico, (VA 243) conservato nel museo di Berlino e risalente al 2400 a.c.
Secondo lo studioso sul sigillo si nota chiaramente il Sole circondato dai pianeti nella giusta successione e dimensione con il misterioso Nibiru, un ulteriore pianeta non ancora conosciuto.
Nibiru, il pianeta misterioso, che sempre secondo le teorie di Sitchin, sarebbe stato abitato dagli Annunaki, “Coloro che dal cielo sono venuti sulla terra”.

Per gli Ittiti, invece, gli dei erano la risposta ad ogni domanda alla quale non trovavano spiegazione ed essendo prevalentemente agricoltori, era della massima importanza la protezione del raccolto dalle tempeste e la fertilità del terreno.
Infatti, in una pittura rupestre presso il santuario di Yazilikaya, vengono raffigurate diverse divinità mentre cavalcano un toro, ciò sta a significare che gli dei sono in grado di controllare tutto quanto è fuori dalla portata dell’essere terreno.

I tre miti tramandati dalla tradizione sumero-accadica, che gli ittiti fecero propri, descrivono proprio i fenomeni che l’uomo non sa controllare, se non ricorrendo all’aiuto degli dei.

Nel mito di Gilgamesh un re sumero lotta e vince contro un toro, inviato da Ishtar, dea della fertilità e allo stesso tempo dea della guerra, che causò una siccità di sette anni.
Nel Ninrag un figlio di Ishtar provoca eruzioni vulcaniche per spaventare gli uomini, mentre nell’ultimo, Labbu, si racconta del passaggio di una cometa, evento che aveva terrorizzato le popolazioni tanto da crearne una divinità.

Babilonia “la porta di Dio”, città considerata dalla Bibbia come metafora del male, in quanto la sua costruzione fu considerata una sfida verso Dio, divenne luogo sacro di spiritualità, origine del tutto.
Furono persino riscritti i testi sacri sumeri per esaltarne il mito.
Il modello religioso babilonese gettò le fondamenta di una filosofia di pensiero adottata in seguito da parecchie culture orientali.
A differenza dei re
Assiri, quelli Babilonesi non si definivano re ma pastori di popoli e servitori degli dei.
Durante il rito in cui si celebrava la festa del Nuovo Anno, il mito della rinascita, il sovrano era schiaffeggiato da un sacerdote, per ricordare la sua essenza di essere umano; se il re piangeva il dio Marduk avrebbe concesso un anno prosperoso, altrimenti vi sarebbero stati eventi nefasti.
Murduk, Isthar e Nabu formavano la trinità babilonese. 
Ishtar simboleggiava colei che dava fertilità e sicurezza all'uomo, la grande madre, venerata presso gli Egizi come
Iside.

Secondo alcuni ritrovamenti fatti a Samarra e a Susa, pare che proprio in Mesopotamia abbia avuto una delle sue origini la svastica, simbolo usato come ornamento o segno religioso, diventato poi tristemente noto come segno di dittatura e distruzione.
I babilonesi ebbero stretti rapporti con gli antichi egizi, da cui appresero le arti esoteriche, i modelli religiosi e le conoscenze astronomiche.

Intorno al 1700 a.c. gli hurriti, provenienti dalle regioni caucasiche, sottomisero la Mesopotamia, invadendo anche il regno anatolico.
Probabilmente i discendenti degli Hurriti furono gli
Hyksos, i conquistatori dell'antico Egitto, e proprio sotto la loro dominazione gli ebrei si trasferirono sul delta del Nilo.

Il culto del sole e della luna sono presenti in tutte le antiche civiltà.
Presso gli Accadi il dio Luna (Sin) potrebbe essere stato associato alla fertilità; su un sigillo cilindrico lo si vede mentre sta in piedi sulle schiene di due tori, come per gli Ittiti tutto ciò che non poteva essere controllato dall'uomo era domato dagli dei.
Notando il collegamento tra la luna piena e l'ingrossamento dei due fiumi, grazie ai quali i pascoli erano irrigati, gli Accadi considerarono il dio Luna anche divinità femminile protettrice della fertilità dei bovini e delle terre coltivate.
E' chiaro il messaggio che trasmette il sigillo cilindrico: il dio della fertilità che cavalca i due tori, il Tigri e l'Eufrate.
Sicuramente molte culture sono state influenzate da quella mesopotamica, raffinata e di rara bellezza oltre che di estrema intelligenza, tuttavia il quadro complessivo resta ancora incerto e dev’essere preso con le dovute cautele.

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