Tra Storia e Mito

OCALAN ABDULLAH
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Ocalan
Ocalan nacque da una famiglia di contadini in una provincia kurda di Urfa nel 1949.
Dopo aver frequentato la scuola professionale per l’agricoltura, fu impiegato presso il Catasto agricolo nella provincia di Diyarbakir, proseguì i suoi studi presso la facoltà di Scienze politiche ad Ankara, spinto dal suo interesse ai problemi e alle contraddizioni interne e nazionali.
Attivista del movimento studentesco, ne divenne leader ed organizzatore, fino al 1973 quando, ancora studente, fu arrestato e rilasciato dopo sette mesi di tortura.
Dopo aver fatto ritorno nel Kurdistan, nel 1975 insieme con un gruppo di compagni, pubblicò un opuscolo dal titolo “Il Manifesto”, che analizzava i compiti e le prospettive della rivoluzione nel Kurdistan.

Questo gruppo si configurava come uno dei più gravi pericoli per lo Stato turco. Il 18 maggio 1978 uno dei suoi fondatori, Haki Karer di origine turca, fu assassinato ad Antep da agenti turchi.
Nello stesso anno Ocalan fondò il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK)

Il “Manifesto” fu adottato come base programmatica nel primo congresso del nuovo partito.
Il programma rivendicava “libertà, democrazia e unità” per il Kurdistan:
”La rivoluzione ha due aspetti, è nazionale e democratica. La rivoluzione nazionale insedierà un nuovo potere politico, militare e culturale. A questo succederà la seconda fase: la rivoluzione democratica, che punterà a superare le contraddizioni derivanti dal passato feudale.
Sfruttamento feudale, struttura per clan, settarismo religioso, dipendenza semischiavistica della donna.
E’ compito della rivoluzione mettere fine a tutte le forme di dominio del colonialismo turco, avviare un’economia nazionale e puntare all’unità del Kurdistan.”
Il PPK fu immediatamente sostenuto dai lavoratori, dai contadini, dagli studenti e tutte le diverse classi e ceti sociali. Organizzò scioperi, dimostrazioni e vertenze contadine contro i latifondisti.
Il PPK fu subito sostenuto dai lavoratori, dai contadini, dagli studenti e da tutte le diverse classi e ceti sociali.
Organizzò scioperi, dimostrazioni e vertenze contadine contro i latifondisti. Lo stato turco non riuscì a fermare l’avanzata del movimento, nonostante gli arresti, i massacri e le torture.
A Marash, nel 1978, dopo un sanguinoso scontro fra turchi e kurdi, generato dall’uccisione di due militanti di estrema destra, lo stato istituì la legge marziale nella maggior parte delle province kurde.
Ocalan, nel 1979, si spostò nel Libano per preparare la lotta partigiana. Dopo un colpo di stato (1980) l’esercitò prese il potere. Finalità principale era la repressione del movimento di liberazione kurdo.
Migliaia di persone furono torturate, centoventidue le condanne a morte eseguite.
Parte dei quadri del PKK si ritirarono dalla Turchia, per prepararsi politicamente e militarmente.
Nel 1982, durante il secondo congresso di cui Ocalan era Segretario generale, fu deciso il ritorno in Kurdistan e l’avvio della lotta armata.
Nel 1984, sotto la guida del PKK, furono fondate le Unità di Liberazione del Kurdistan (HRK) e prese vita la lotta contro il colonialismo turco.
Evento segnato da una serie di azioni e dall’occupazione di due piccole città, Eruh e Shemdinli.

Nel 1985 fu fondato il Fronte di Liberazione nazionale del Kurdistan (ERNK) allo scopo di organizzare e guidare la lotta popolare in un processo di liberalizzazione nazionale, e consentire così un futuro indipendente e libero al popolo del Kurdistan occidentale.

Durante il congresso dell’ottobre 1986, il PKK fondò l’Esercito popolare di liberazione del Kurdistan (ARGK) che intraprese varie operazioni militari contro l’esercito turco e le forze di sicurezza. Proprio grazie a queste azioni militari, l’ARGK, consolidò le sue basi in vaste aeree del Kurdistan nordoccidentale.
Nel 1987, grazie all’ERNK, nacquero diverse organizzazioni tra cui l’Associazione patriottica del lavoratore del Kurdistan (YKWK), l’Associazione delle donne libere del Kurdistan (YAJK) e l’Associazione patriottica dei giovani del Kurdistan (YCK).
Dal 1993 Ocalan ha proclamato tre cessate il fuoco richiedendo un dialogo di pace internazionale, la Turchia ha risposto con la guerra, portata dal 1991 anche nel Kurdistan irakeno.
In vent’anni di lotta contro il potere coloniale, Abdullah Ocalan si è guadagnato il rispetto della popolazione in tutto in Kurdistan.
Con l’istituzione del Parlamento kurdo in esilio, si è arrivati alla costituzione del KNK, il Congresso Nazionale Kurdo.
Nel 1999 il PKK ha posto fine alla lotta armata, fermamente convinto a contribuire alla soluzione politica e democratica della questione kurda, rivendicando diritti e garanzie costituzionali per l’identità kurda.
Nel 2002, in occasione dell’VIII Congresso, il PKK annunciava il suo processo di cambiamento e la nascita di una nuova istituzione il KADEK (Congresso per la libertà e la democrazia del Kurdistan) di cui Ocalan è stato eletto presidente.
Il KADEK ha fini esclusivamente politici, ma si riserva il diritto di difendersi in caso di attacco.

Arresto di Ocalan

Il 13 Novembre 1993 Ocalan viene arrestato.
La Turchia ne chiede l'estradizione per processarlo con l'accusa di terrorismo.
Nonostante la condanna a morte, commutata poi in ergastolo, Ocalan prosegue la sua lotta per trovare una soluzione politica e pacifica della questione kurda.

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