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Orfeo e Euridice 

ORFEO E EURIDICE

Orfeo cantava e suonava la sua lira e le creature della terra si fermavano estasiate ad ascoltarlo per poi seguirlo incantate dalla melodia che sapeva creare.

Quando si unì agli Argonauti, nel viaggio verso la Colchide, incantò le onde e calmò gli spiriti del mare. Giunti alla meta Orfeo addormentò il serpente nel bosco di Ares, consentendo a Giasone di impadronirsi del vello d’oro.

Anche le sirene furono affascinate dal suono della sua lira, Orfeo così, impedì loro di sedurre gli Argonauti che poterono proseguire il loro viaggio e la loro missione.

Tornato in Tracia, sposò Euridice amata appassionatamente…

...ma il fato era in agguato

Accolse Ulisse con ospitalità tenendo racchiusi i venti, escluso il gentile vento occidentale, in una sacca di pelle così che Odisseo potesse ritornare facilmente a Itaca.

Un giorno, in una vallata vicino a un fiume Euridice, cercando di sfuggire ad Aristeo che voleva usarle violenza, inciampò in un serpente che la morse uccidendola. Il dolore non diede pace a Orfeo che smise di cantare e di suonare, piangendo in silenzio il suo amore.

Dopo qualche tempo si recò nel Tartaro; quando vi giunse, suonò con tanta dolcezza la sua lira che Caronte e Cerbero lo lasciarono passare.

Anche Ade e Persefone rimasero incantati, tanto da consentirgli di portare via Euridice. Posero una sola condizione: camminare innanzi a lei senza mai voltarsi finché fossero usciti dal mondo dei morti.

Virgilio narra che Orfeo, giunto alla fine del passaggio, intravedendo la luce del mondo esterno, non seppe resistere all’impulso di voltarsi per vedere il volto della sua adorata sposa.

Euridice svanì all’istante persa nell’Ade.

Persa da Orfeo per il troppo amore, che invano cercò di seguirla, le porte sprangate questa volta non si spalancarono nemmeno al dolce suono della sua musica.

Anima ferita, Orfeo visse in solitudine finché le Menadi irritate, lo catturarono e fecero a pezzi il suo corpo

Il capo di Orfeo cadde nel fiume Ebro, e piangendo il nome dell’amata Euridice fu sospinto verso il mare, fino a fermarsi sull’isola di Lesbo, dove la popolazione seppellì il capo erigendo in ricordo un tempio con un oracolo.

I frammenti del corpo di Orfeo furono raccolti dalle Muse e seppelliti in Pieria.

Nelle notti stellate, la sua immagine risplende ancora, nella costellazione della Lira.

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