TRA STORIA E MITO

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PESCATORE E LA DONNA SCHELETRO

Sono tanti i suoi nomi, fino ad arrivare a una figura leggendaria messicana chiamata a volte La Loba (la Donna Lupa) a volte La Huesera ( La Donna delle Ossa), per non dimenticare la lupa che allattò Romolo e Remo.

La Loba-Huesera raccoglie le ossa e le conserva perché non vadano perdute, poi le riunisce in un intero scheletro e inizia a cantare. Man mano, le ossa si ricoprono di carne e le creature tornano in vita : le ossa rappresentano la forza vitale che non si consuma, uno stadio intermedio tra vita e morte.

Questa è la stessa dimensione dell’inconscio collettivo, in cui il mondo biologico e quello psicologico s’incontrano.
La donna che raduna le ossa e prega finchè non si sono ricoperte di carne restituisce la vita alle parti disgiunte, ricrea.

La leggenda eschimese riportata da Clarissa P. Estés è quella che narra della Donna Scheletro:
una ragazza aveva fatto qualcosa che il padre disapprovava, e questi la gettò in mare.
I pesci ne mangiarono la carne, e lei fu ridotta a uno scheletro.
Un giorno, un pescatore la tirò su con l’amo.

Vedendola, si spaventò e iniziò a fuggire, ma lei continuò a seguirlo, legata a lui dalla lunga lenza, fino a entrare nella sua abitazione.
Una notte, grazie al chiarore di una lampada, il pescatore si accorse della sua presenza, ne ebbe compassione e inizio a liberarla dal filo dell’amo in cui s’era impigliata.

Poi, si addormentò e, nel sonno, dai suoi occhi spunto una lacrima. La donna scheletro la bevve, perché erano anni che non beveva.

Gli tolse il cuore dal petto e, usandolo come un tamburo, iniziò a cantare : “ carne, carne, carne!”. In tal modo il suo scheletro si rivesti di nuovo di carne.

La donna raggiunse l’uomo nel suo letto; pelle contro pelle, rimise il cuore nel corpo di lui e lo abbracciò “…e così si risvegliarono stretti uno nella braccia dell’altra, aggrovigliati dalla loro notte, in un altro mondo, bello e duraturo”.

Questa storia ci insegna che non basta “pescare “ un altro essere con cui avere una relazione, ma si deve capire che l’amore è legato alla natura, al ciclo di vita/morte/vita.

Se abbiamo paura della morte, non riusciamo a esperire l’amore.

L’essere umano deve attraversare le diverse fasi che insegnano a un’anima ad amare un’altra : occorre comprendere che l’altro è un tesoro spirituale, anche se non ne conosciamo esattamente ancora il valore.

foto di Colette Calascione
Testo di Ben il Nubianox

 


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