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PICHINCHA

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Simon BolivarCon questa battaglia l’Ecuador si liberò del dominio spagnolo
Negli anni che vanno dal 1817 al 1822. la maggioranza delle colonie spagnole sudamericane si liberarono dal giogo dell’oppressione, conquistando l’indipendenza.
Due grandi generali furono gli artefici di queste vittorie.
Josè de San Martìn e Simon Bolivar, che artefice dell’indipendenza di Venezuela e Colombia, partì alla volta dell’Ecuador dopo aver sconfitto gli spagnoli a Consacà.
Josè de Sucre, uno dei migliori generali di Bolivar in pochi giorni è sulle pendici del Vulcano Cotopaxi, molto vicino a Quito, dove si trova il generale Melchor Aymerich.
Sucre arriva a Chillogallo il 21 Maggio per affrontare i realisti, le truppe di Madrid.
I realisti evitano lo scontro, il generale si mette in marcia lungo le pendici del vulcano Pichincha; vuole occupare le vie a Nord di Quinto per isolare la città.
Il piano viene portato a compimento da alcune unità di Cavalleria, mentre il resto delle truppe combatte con i realisti.
Il 24 maggio i realisti vedono le truppe di Sucre in movimento nella zona del monte Panecillo e decidono di attaccarle.
I primi scontri avvengono con gli Argentini del Battaglione Yaguachi, anche le forze colombiane agli ordini del generale Josè Mires entrano in combattimento.
Due battaglioni agli ordini del colonnello Cordova cercano di aggirare i madrileni, mentre i battaglioni Trujillo e Yaguachi, rimasti ormai senza munizioni si ritirano.
Vengono subito attaccati dai realisti, tuttavia le truppe sono prontamente protette dal battaglione colombiano Paya che riesce a respingere l’attacco.
Attacco molto duro per i realisti che devono subire l’offensiva dai britannici del Battaglione Albione, che scortava la carovana di munizioni nella retroguardia indipendentista.
Alle 12.00 il battaglione Alto Magdalena attacca i realisti.
Le cavallerie non intervengono a causa delle asperità del terreno, quando gli indipendentisti entrano a Quito, la cavalleria realista è in fuga. Il 25 maggio Aymerich si arrende.
Sucre prende i forti e la città.
Le sue truppe conquistarono anche le bandiere nemiche.
L’Ecuador finalmente può unirsi alle altre colonie liberate.

Battaglia di Pichincha

REALISTI
Fanteria 1.400
Cavalleria 339
Artiglieri 120
Perdite
Feriti 190
Prigionieri 1.206
Morti 400
INDIPENDENTISTI
Fanteria 2.704
Cavalleria 398
Artiglieri 83
PERDITE
Feriti 140
Morti 200

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