TRA STORIA E MITO
BIOGRAFIE
AUGUSTO PINOCHET UGARTE
Un oscuro ufficiale,
responsabile di una delle dittature più sanguinose.

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Augusto Pinochet
Nato a Valparaiso il 25 novembre 1915, durante il golpe militare, che oltre a provocare la morte del Presidente Allende diede inizio alla lunga dittatura cilena, sostituì il comandante dell'esercito, Generale Carlos Prat, il quale aveva deciso di abbandonare l'incarico a causa delle forti pressioni esercitate dalle fasce più reazionarie: la destra e l'oligarchia cilena.

La nomina a Generale di Pinochet inizialmente fu approvata proprio da Allende, dettata più da questioni tecniche che da doti particolari nel comando o a qualità professionali, nomina che avvenne nel tentativo estremo di fermare il colpo di stato e questo nonostante i precedenti della carriera di Pinochet che avevano già evidenziato il carattere repressivo e violento.
Negli anni '60, durante il governo di Eduardo Frei Montalva, gli fu affidato l'incarico di soffocare uno sciopero nel nord del Cile.
La repressione fu sanguinosa con un alto numero di morti e feriti.
Malgrado questo, l'esecutivo approvò la sua nomina, segnando così il proprio destino.

Pinochet ricoprì un ruolo secondario nell'organizzazione e nella realizzazione del complotto che l'11 Settembre 1973, sfociò nel sanguinoso golpe che travolse il governo di Unidad Popular.
Secondo autorevoli storici, i veri mandanti furono l'oligarchia e le élites imprenditoriali, appoggiate dalla destra e dalla maggioranza della Democrazia Cristiana, a cui probabilmente si devono aggiungere consistenti aiuti da parte degli Stati Uniti, timorosi di un'espandersi comunista nell'area sudamericana.

Durante la sua dittatura, dal 1973 al 1990, furono torturate, uccise e fatte sparire almeno trentamila persone, tra cui uomini di Unidad Popolar, militanti dei partiti comunista, socialista e democristiano, accademici, professionisti religiosi, studenti e operai.
La caduta di Pinochet, iniziò il 22 Settembre 1998, quando l'ex generale andò a Londra per un'operazione chirurgica.

Amnesty International e altre organizzazioni ne chiesero immediatamente l'arresto per violazione dei diritti umani; pochi giorni dopo il giudice spagnolo Baltasar Garzon emise un mandato di cattura internazionale, chiedendo l'incriminazione di Pinochet per la morte di cittadini spagnoli durante la sua dittatura.
La richiesta fu sostenuta dalle sentenze dell'Audiencia Nacional di Madrid e della Camera dei Lords di Londra, che fecero riferimento al principio della difesa universale dei Diritti dell'Uomo, stabilendo la competenza della giustizia spagnola e negando l'immunità a Pinochet in quanto presunto autore di gravi delitti contro l'umanità.
Tuttavia il 2 marzo del 2000 Jack Straw, Ministro dell'Interno del Regno Unito, decise di liberare Pinochet e permettere il suo rientro in Cile, negando l'estradizione a causa di "ragioni umanitarie".

Nel 2000 la Corte d'Appello di Santiago votò 13 a 9 per togliere a Pinochet l'immunità parlamentare, venne inquisito, ma il caso fu annullato dalla Corte Suprema per motivi medici nel luglio 2002.
Pinochet si dimise dal Congresso vivendo tranquillamente da ex senatore.
Il 2 dicembre 2004 la Corte d'Appello di Santiago del Cile tolse al dittatore l'immunità dal processo per l'assassinio del generale Carlos Prats, ucciso nel 1974 da un'autobomba mentre era in esilio in Argentina.

Agli arresti domiciliari dal 13 dicembre 2004, muore per un attacco cardiaco il 10 dicembre 2006, nell'ospedale militare di Santiago a 91 anni.

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