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GNEO POMPEO MAGNO
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Pompeo Magno
Gneo Pompeo



Silla
Silla

Spartaco

La vita della Repubblica era ormai agli sgoccioli e anche molti importanti uomini di Roma si erano accorti dello stato della grave crisi, ormai in apparenza irreversibile, che stava attraversando questo tipo di regime.

Ci si aspettava, da un momento all'altro, l'arrivo dell'uomo forte che avrebbe definitivamente affossato la Repubblica per instaurare un regime autocratico. Di uomini capaci di questa azione, in quel periodo, ce n'erano tanti: da Silla a Mario, da Pompeo a Cesare. Nessuno però se la sentiva di rompere definitivamente con il regime repubblicano che, comunque, aveva ancora molti difensori, soprattutto tra i senatori. Solo Cesare stava per cedere alle lusinghe della porpora, ma, come sappiamo, venne ucciso prima di essere stato nominato Re.

Gneo Pompeo, destinato ad avere un ruolo di grande protagonista in quegli anni drammatici per la Repubblica, nacque vicino ad Ascoli, nel 106 a.C. Già a 17 anni entrò nell'esercito a fianco di suo padre Pompeo Strabone. Spese la prima parte della sua vita a fianco di Silla e combatté a suo fianco anche durante la guerra civile che lo contrappose a Mario. Silla e Mario rappresentavano in quel periodo due partiti, quello aristocratico e quello popolare, che diedero vita ad una cruenta guerra civile che insanguinò lo stato romano per molti anni.

Dopo la vittoria di Silla, il quale instaurò una feroce dittatura, Pompeo venne spedito a reprimere gli ultimi focolai di resistenza mariana. Le vittorie in Sicilia e in Africa valsero a Pompeo l'appellativo di Magno. Nel 77 a.C. represse la rivolta filo-mariana di Marco Emilio Lepido, riconquistò molte città del nord e sconfisse definitivamente Lepido in uno scontro in Maremma.

Dopo questo successo Pompeo venne mandato, dal Senato, in Spagna per soffocare un'altro ribelle che, addirittura, aveva avuto la presunzione di crearsi uno stato: Quinto Sertorio. La campagna in Spagna fu lunga e snervante; solo il tradimento di un ufficiale di Sertorio permise a Pompeo di concludere felicemente la pratica. In Spagna fondò anche una città che oggi conosciamo con il nome di Pamplona (Pompaelo).

Di ritorno dalla Spagna, sbaragliò quello che rimaneva dell'esercito di schiavi guidati dal gladiatore Spartaco. In verità la ribellione di Spartaco venne domata da quel Marco Licinio Crasso che dopo diverrà suo compagno nel triumvirato, ma, grazie a questo colpo fortunato, Pompeo riuscì a farsi concedere il trionfo mentre Crasso ebbe la semplice ovazione. Ottenuto il consolato con Crasso, nel 70 a.C., si adoperò per ridimensionare il potere del Senato e per demolire le leggi varate da Silla.

Di tutto si può dire di Pompeo, tranne che fu politicamente coerente; più di una volta passò da un campo all'altro, secondo la convenienza. Con il consolato sembrò quindi abbandonare il partito aristocratico per avvicinarsi a quello popolare.

Nel 67 a.C. a Pompeo venne affidata la guerra contro i pirati che da tempo infestavano il Mediterraneo e che rappresentavano una spina nel fianco di Roma. Per una città potente come Roma il controllo del Mediterraneo era indispensabile: sia per poter agevolmente controllare i suoi vasti territori, sia per i commerci e sia per la sua stessa sopravvivenza. La presenza dei pirati, per la maggior parte provenienti e foraggiati dai regni asiatici, rendeva molto insicura la navigazione dei vascelli romani e gli stessi cittadini di Roma non si sentivano al sicuro visto che spesso i pirati assalivano e razziavano le città costiere e Roma distava solo 25 chilometri dal mare. A Pompeo, quindi, venne affidato il compito di liberare il Mediterraneo dalla minaccia dei pirati, cosa che portò a compimento in appena 3 mesi !!

La grande vittoria contro i pirati gli permise di chiedere il comando in Asia al posto di Lucullo; uno delle mire di Pompeo infatti era quello di occuparsi dell'Asia, forse sognando di rivivere le gesta di un'altro Magno del passato: Alessandro. Anche qui i successi non gli mancarono; sottomise Mitridate Re del Ponto, storico rivale di Roma, e ottenne l'alleanza di Tigrane. Assicurò a Roma due nuove province: la Siria e la Palestina. Nella regione mostrò una intelligenza non solo militare cercando di trarre il massimo vantaggio intromettendosi nelle vicende dinastiche che imperversavano fra i vari stati di quella regione. Oltretutto si mostrò molto tollerante e rispettoso della religione ebraica e questo gli valse la simpatia dei Farisei.


Cristiano Suriani


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