TRA STORIA E MITO

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Luigi XIVLuigi XIV

Il re sole

Luigi XIV nacque nel 1638 da Luigi XIII e Maria d’Austria; dopo la morte del padre salì al trono di Francia a soli cinque anni.

A causa della sua giovane età, la reggenza fu affidata alla madre e al cardinale Mazzarino, primo ministro e amante della regina, il quale succedeva nell’incarico al famoso politico Richelieu.

Nel 1661, alla morte del cardinale Mazzarino, Luigi XIV prese il potere senza nominare alcun primo ministro, regnando sino alla morte avvenuta a settantacinque anni nel 1715.

Per la sua durata il regno di Luigi XIV è al dodicesimo posto nella classifica dei regni più lunghi della storia.

Riconosciuto come simbolo dell’assolutismo, tutto doveva dipendere da lui giacché era convinto che il suo potere fosse dovuto alla grazia divina e che la sua persona era per diritto al di sopra di chiunque.

“Lo Stato sono io”

uesta era una delle frasi più ricorrenti di Luigi XIV; solo i tre super ministri, che unitamente al re componevano il Consiglio Alto, potevano partecipare alla gestione dello Stato, tra questi il ministro delle finanze Colbert e quello della guerra Louvois.

Molti attribuirono a Luigi XIV la qualifica di “illuminato”.

Non ci fu invece sovrano meno illuminato di lui, anzi era l’antitesi di quel pensiero filosofico che darà vita, qualche anno dopo, all’illuminismo.

La sua presa di potere segnò la fine delle grandi rivolte nobiliari, parlamentari, protestanti e contadine che avevano segnato i decenni precedenti. Luigi impose l’obbedienza a tutta la popolazione e il controllo sulla religione condannando il *giansenismo e il protestantesimo e revocando l’Editto di Nantes nel 1685.

Solo dopo la sua morte le menti libere poterono pensare e agire, seguendo i criteri della ragione, da sempre oscurata da un bigottismo superstizioso di cui si faceva paladino.

Dei cinquantaquattro anni di regno, trentasette furono caratterizzati da guerre volte a placare la sua sete di grandezza che lo spinsero a continui conflitti.

Il 9 agosto 1715 Luigi XIV apparve improvvisamente dolorante alla gamba sinistra.

Dopo un’attenta analisi gli fu diagnosticata una cancrena, causata dalla gotta contratta nell’ultimo periodo della sua vita. Dopo un’agonia di diversi giorni, Luigi XIV morì il primo settembre 1715 a causa di un’ischemia acuta in una delle principali arterie dell’arto contro la quale i medici si dichiararono impotenti.

Sembra che, alla notizia della sua morte, la Francia intera esultò e festeggiò con l’accensione di fuochi

Con la sua morte terminava un’epoca di guerre e di sperperi che avevano fatto apparire grande la Francia solo dall’esterno.

Quando il suo feretro fu trasportato per la sepoltura nella Basilica di Saint-Denis, fu oltraggiato dalla folla con sputi e fango.

Il suo corpo, deposto nella cripta dei Borboni, rimase sino al quattordici ottobre 1793 quando, durante la rivoluzione, la sua tomba fu profanata e i suoi resti furono dispersi dai rivoluzionari in una fossa comune adiacente alla chiesa.

*Corrente teologica ispirata alla dottrina di Cornelis Jansen vescovo di Ypres (1585-1638) e caratterizzata da una rigorosa concezione personalistica e deterministica della grazia divina.

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