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Sacerdote con incenso


Tra i grandi dell'apparato burocratico c'erano anche gli appartenenti all'alto clero che avevano la delega del faraone a celebrare i riti.
In Egitto, infatti, il primo sacerdote era il faraone.
Da esso dipendeva la numerosa schiera dei sacerdoti, che celebravano i riti in onore delle varie divinità.
All'interno del clero esisteva una rigida gerarchia e una precisa suddivisione dei compiti.
In ogni santuario vi era un sacerdote-capo, detto "profeta", che officiava i riti come rappresentante del faraone. Il clero minore era costituito dagli uebu, i "puri", addetti alla manutenzione degli oggetti sacri e del tempio.
Esisteva anche un personale femminile, le uebuit, dirette dalla regina. L'alto clero gestiva grandi patrimoni; i santuari riscuotevano infatti tributi dal popolo e possedevano terre.
Già durante il
Nuovo Regno i sacerdoti di Amon a Tebe esercitavano una forte influenza politica e a partire dalla XXI dinastia, intorno al 1000 a.C., essi costituirono, nell'Antico Egitto, un loro regno indipendente.

I SACERDOTI FACTOTUM DEL DIO
I sacerdoti facevano parte dell'apparato burocratico delle stato e avevano una precisa gerarchia.
Prestavano servizio un trimestre all'anno e per il resto del tempo si mescolavano alla vita delle città.
Rasati, depilati e circoncisi, vestiti di puro lino, tenuti a rifuggire da ogni contatto sessuale durante il servizio al tempio, versati in teologia, gli uomini del clero potevano essere grandi amministratori, primi, secondi, terzi, quarti profeti del dio, ovvero purificatori, scribi, astronomi che fissavano il momento delle  cerimonie, specialisti nel riconoscere i giorni fausti o nefasti ed, ancora, cantori, musici d'arpa, di flauto o di tromba.

Per le donne vi era un ruolo temporaneo di cantatrici sacre e, nell'epoca tarda, quello di "sposa divina di Amon", o "adoratrice del dio", che toccava a una delle figlie del re, tenuta per questo alla verginità.
La sposa divina sedeva sulle ginocchia della statua del dio e adottava come figlia una  principessina che le sarebbe poi succeduta. Era, inoltre, circondata da un harem di vergini, che a loro volta diventavano madri adottive delle bambine che le avrebbero, in seguito, sostituite.
Oltre alle feste e agli onori, alla "sposa divina" toccavano anche mille ettari di terra, situati in varie parti dell'Alto Egitto e del Delta.

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