TRA STORIA E MITO
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PARTE SECONDA
STELLE
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Stelle antico Egitto
Soffitto astronomico tomba Sethi I



Zodiaco cinese
Zodiaco cinese


Pentagramma



Le stelle illuminano il cielo notturno e ruotando intorno alla stella Polare (asse del mondo) sono considerate simboli dell’ordine cosmico.

Secondo la cosmologica ebraica su ogni stella veglierebbe un angelo e le costellazioni sarebbero gruppi di spiriti celesti legati tra loro da un rapporto di armonica collaborazione.

Nell’iconografia cristiana le raffigurazioni delle stelle indicavano eventi celesti (ma il motivo ornamentale del ciclo stellato era già usato dagli antichi Egizi per abbellire i soffitti delle tombe).
La Vergine Maria spesso era raffigurata circondata da un alone sacro che aveva l’aspetto di una corona di stelle; la molteplicità delle stelle indicava i tantissimi discendenti di Abramo, la stella splendente del mattino, invece, è uno dei simboli di Cristo.
(leggi Iside, Maria e le Vergini Nere ).
Alla stella di Betlemme, raffigurata di solito con otto raggi, era affidato il compito di condurre i tre magi dalla’oriente alla mangiatoria di Gesù.

Gli Indios dell’impero inca pensavano che le stelle fossero le dame di corte della Luna, e per questo motivo avevano concesso loro uno spazio (al tempo del regno di Cuzco) accanto alla propria sovrana, affinché le stessero il più possibile vicino per servirla, infatti, essi credevano che le stelle si spostassero nel cielo seguendo la Luna e non il Sole, poiché si vedevano solo di notte.

Gli Atzechi consideravano le stelle protettrici dei guerrieri morti in battaglia con onore.

Non è facile spiegare il significato simbolico delle costellazioni.
Solo alcune di esse possono essere considerate come punti che uniti realizzano delle figure che portano il loro nome, poche tra le costellazioni danno l’impressione di costituire qualcosa di simile a un unità (Orione e Cassiopea).

In età arcaica le costellazioni erano utili come punti di orientamento per i naviganti, ed erano associate a leggende e miti.
Particolarmente importanti erano quelle costellazioni che la sera, scomparivano al tramonto per poi riemergere nel cielo del mattino.
Erano suddivise secondo dodici segni ai quali si assegnò il nome di zodiaco, in altre parole circolo di animali; in tal modo si è giunti a suddividere l’apparente orbita del sole in dodici settori:
ariete, toro, gemelli, cancro (granchio), leone, vergine, bilancia, scorpione, sagittario, capricorno, acquario (uomo dell’acqua) e pesci.
Alcuni di questi nomi erano già noti alle antiche culture mesopotamiche, e furono poi ripresi e parzialmente trasformati dagli Egizi e dai Greci.

Nell’antica Cina le stelle erano attentamente osservate e avevano un ruolo importante nei costumi e nelle leggende.
A Capodanno ogni persona faceva un sacrificio in onore della sua stella.

L’antico zodiaco cinese prevede segni completamente diversi dai nostri:
il ratto, il bovino, la tigre, la lepre, il drago, il serpente, il cavallo, la pecora, la scimmia, il gallo, il cane e il maiale.
Si contavano gli anni a partire da questi segni che governavano, e si pensava che il carattere dei nati sotto questi segni fosse determinato dalle speciali caratteristiche simboliche dell’animale corrispondente.

Un testo babilonese risalente al 420 a.C. dava ai diversi segni i seguenti nomi:
Salariato (ariete), Pleiadi (toro), gemelli, cancro, leone, spiga (la vergine con mano una spiga di grano), bilancia, scorpione, centauro che fa il tiro con l’arco (sagittario) e due code (pesci).

Nella tradizione islamica il ripudio del culto degli astri, cui in età storica erano dediti i Sabei di Barra, poggia sulla leggenda del patriarca Abramo, secondo il quale, avrebbe trascorso i primi quindici anni della sua vita rinchiuso in una caverna, ove fu nutrito dalla mano di Allah, per sfuggire alle persecuzioni del Nimrod che temeva il potere regale di Abramo.
In seguito, sua madre lo condusse fuori sotto la scorta dell’angelo Gabriele.
Appena Abramo si rese conto che stella vespertina era la sola luce visibile nel cielo notturno, pensò che fosse l’Essere supremo e volle adorarla; ma la stella scomparve e Abramo fece il solenne giuramento di non adorare più nulla che potesse tramontare.
Una cosa simile gli accadde sia nei confronti della Luna al suo sorgere, sia del Sole di primo mattino.

Ogni volta Abramo era tentato di identificare questi astri con l’essere supremo e di adorarli, una volta però che essi sparivano s’intristiva, così giunse alla convinzione di dover adorare esclusivamente chi aveva creato queste luci e le aveva poste in cielo, e di non ammettere nell’altra entità al di fuori di questa.

La stella a sei punte formata da due triangoli sovrapposti, era considerata il sigillo magico di re Salomone e lo scudo di Davide o stella di Davide.

La stella a cinque punte, il pentagramma detto anche pentacolo, è essenziale nelle tradizioni magiche; è un portafortuna quando ha un vertice verso l’alto, mentre quando è rivolto verso il basso, indica un segno convenzionale che è usato nella magia nera.

La stella fiammeggiante è assai importante nel simbolismo della Massoneria, di solito a cinque punte, con una raggiera e una G al centro che dovrebbe alludere alla geometria, a Dio o alla Gnosi. è il simbolo della luce spirituale che illumina il mondo, sebbene l’interpretazione non sia affatto univoca.

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Gli antichi studiosi avevano immaginato che il cerchio perfetto formato dalle dodici costellazioni dello zodiaco , prendesse nello spazio infinito dei cieli, la figura di un gigantesco Uomo Cosmico, le cui membra erano formate, ciascuna da una costellazione.


Iside e le stelle
Molte stelle sono state associate alla dea, una delle ragioni di questa associazione è data dallo studio astronomico che veniva ampiamente praticato nei suoi templi


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