TRA STORIA E MITO
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LA STREGA
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Simbologia: la strega

La strega
Presso innumerevoli popoli le streghe erano considerate possedute da una natura demoniaca, dedita alla magia, all’assassinio e all’annientamento della potenza maschile, per esempio per mezzo della loro vagina munita di denti.
Queste streghe simboleggiano il lato negativo della natura femminile, la parte oscura temuta dall’uomo che le combatte con violenza e tenta di eliminarle con il fuoco, nel caso che l’elemento acqua purificante le abbia rifiutate.

Secondo Jung la strega rappresenta il “lato oscuro dell’anima femminile presente nell’uomo”, lato che non necessariamente è rappresentato dall’immagine tipica che tutti conoscono, ma può essere raffigurata dalla dea Kalì della mitologia indiana oppure dalla strega Rangda nelle esibizioni indonesiane.

Tra i simboli caratteristici della strega troviamo gli animali notturni come il gufo o la civetta nei quali, secondo la credenza, può trasformarsi,i rospi, i serpenti e i gatti neri.

L’immagine tradizionale della strega, presso le popolazioni europee, non è altro che il timore universalmente diffuso che si prova davanti al sesso femminile, timore che si manifesta anche in altre culture.

Nell’antico Giappone vi erano figure demoniache che si tramutavano in volpi, presso le tribù siberiane in lupi.
La tradizione europea dei processi alle streghe ha fornito un apparato pseudoscientifico che si è bene presto trasformato in prassi omicida.

Negli anni recenti la figura della strega è diventata il simbolo di alcuni movimenti femministi e, quindi, un segno della protesta contro lo strapotere maschile sul piano sociale.


Sabrina Bologni

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