TRA STORIA E MITO
ANTICA ROMA
LE VESTALI
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Vesta
Vesta
Museo del Vaticano



Vestali
Vesta, figlia di Saturno (Crono) e di Opi, sorella di Giove, Nettuno, Plutone, Cerere, Giunone, era una figura della mitologia romana, che corrisponde alla divinità greca Estia, con la differenza che il suo culto a Roma assunse una maggiore rilevanza.

Il compito delle vestali era quello di vegliare il sacro fuoco di Vesta godevano di prestigi, di privilegi e di grandi onori.
Guai però se mancavano ai loro doveri, per primo il voto trentennale di verginità.

L’origine delle Vestali si può far risalire sotto Numa Pompilio intorno al 715 a.C., il culto durò più di mille anni e fu soppresso nel 394 d.C. all’Imperatore Teodosio, sebbene il culto fosse in declino dal 313 d.C. quando l’Imperatore Costantino rese legale il Cristianesimo.

Urbinia, una delle più venerate vestali, dovette comparire in giudizio nel 741 a.C.
Il motivo?
Rispondere dell’accusa mossale da uno schiavo di non essere più vergine e nonostante questo di aver continuato a celebrare le sacre funzioni. Plutarco racconta che uno dei due uomini accusati con lei si suicidò, mentre l’altro fu prima percosso e poi giustiziato.

Un destino ancora peggiore attendeva Urbinia: giudicata colpevole e flagellata senza pietà, fu legata e condotta in una portantina chiusa, per le vie silenziose di Roma, fino ad un campo nei pressi di Porta Collina.
Lì fu sepolta viva in una tomba sotterranea con acqua e cibo per trenta giorni e lasciata morire.

Le vergini consacrate a Vesta erano sei. Vivevano insieme in quello che era chiamato il collegio delle vestali e coprivano un importante ruolo religioso, dato che custodivano il fuoco che perennemente ardeva nel tempio della dea.

Il fuoco era il fondamento dell’adorazione di Vesta, a causa della sua purezza e sterilità, i Romani erano convinti che solo una vergine potesse accudirlo. Ogni volta che un posto diventava vacante nel collegio delle sacerdotesse, all’incirca ogni cinque anni, avveniva la nomina di una nuova vergine.

Venti candidate venivano scelte dal Pontefice Massimo, per la maggior parte di estrazione patrizia e di età tra i sei e i dieci anni, che ne sorteggiava una. La prescelta tolta all'autorità paterna, entrava nel collegio delle vestali ed affidata all’autorità del Pontefice Massimo.

Ignara delle prove e delle tentazioni, la fanciulla era costretta alla verginità e al servizio sacro per trent’anni. Al termine era libera di vivere una vita normale e di sposarsi, ma poche vestali lo facevano, c’era la superstizione che un tale matrimonio non fosse mai felice e quindi quasi tutte preferivano restare vergini.

Le vestali vivevano a sudest del Foro Romano, nell’Atrium Vestae da cui potevano allontanarsene solo in caso di malattia. Ogni vestale per almeno otto ore al giorno, aveva la responsabilità di tener acceso il fuoco sacro nel tempio di Vesta, ma questo non era l’unico dovere.


Ella offriva preghiere per lo Stato, attingeva acqua da una fonte sacra e preparava il cibo per alcuni riti; partecipava a molte funzioni religiose e cosa strana, prendeva parte anche ai riti della fertilità. La loro socialità era talmente considerata che a loro veniva affidata la custodia di testamenti, trattati e altri importanti documenti e tesori. Venivano depositati anche testamenti d’ imperatori: quello di Giulio Cesare restò in custodia per sei mesi.

Le vestali viaggiavano in portantine di lusso e gli uomini di alto rango, come i consoli e i pretori, cedevano loro il passo, se lungo la strada incontravano qualcuno che veniva condannato a morte avevano il potere di concedergli la grazia. Erano inoltre esentate dal prestare giuramento, quando testimoniavano in tribunale.

Nei ludi dei gladiatori sedevano in prima fila, il governo assegnava loro un ingente somma di denaro a titolo di dote, quando entravano a far parte del collegio sacerdotale, potevano inoltre esercitare una notevole influenza politica.

Tuttavia erano sottoposte ad una tremenda disciplina, il Pontefice Massimo poteva punire severamente in caso di negligenza. Se una di loro lasciava spegnere il fuoco veniva fustigata, mentre chi infrangeva la verginità era sepolta viva. Le vestali imprigionate durante la lunga storia dell’ordine furono circa venti.

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