TRA STORIA E MITO
STORIA
MARKUS WOLF
Il miglior agente segreto della Germania Orientale.
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Markus Wolf

Nato il 19 gennaio del 1923 a Hechingen, figlio di un medico ebreo, comunista e militante antinazista, agli inizi degli Anni ’30 si trasferì a Mosca dove si fece subito notare dai quadri dirigenti che lo mandarono a studiare ingegneria aeronautica affidandogli la propaganda bellica su Radio Mosca.

Al termine della guerra fu mandato a Berlino e sotto copertura, nelle vesti di giornalista, seguì il processo di Norimberga.
I sovietici gli affidarono compiti sempre più delicati in Polonia e in Cecoslovacchia. Dopo un tirocinio di due anni, tornò a Mosca per poi stabilirsi definitivamente a Berlino Est, in qualità di agente segreto al servizio del Ministero per la Sicurezza dello Stato che altro non era che la Stasi di Erich Mielke.

Creò la divisione di intelligence internazionale e dal 1958 ne assunse la direzione, per poi lasciarla all’improvviso nel 1987.
Sestituito per la troppa confidenza con il generale Kessler, ministro della Difesa?
Dimissioni per sfiducia del regime?
Non si saprà mai; ed anche questo si aggiunge ai suoi molteplici segreti.

A lui è affidata per trent’anni una rete di quattromila 007; inventò nuovi metodi  di spionaggio, ad esempio gli “agenti Romeo”, il cui compito era quello di sedurre le donne in posizione strategica per poter strappare segreti di Stato, o i finti bambini nazisti che tornano a cercare la madre.

Il suo capolavoro fu l’agente Guillaume che arrivò a diventare l’ombra di Willy Brandt.
Quando sarà scoperto, lo scandalo sarà tale da costringere il cancelliere a dimettersi.

Wolf nella sua biografia dirà:
”E’ stato un grosso errore, la peggior sconfitta”.

Wolf è la leggenda della guerra fredda, l’uomo degli scambi di spie sul ponte di Glenicke.
Alla fine degli anni ’80 cercò di diventare primo ministro della Ddr.
La prima volta che si presentò al pubblico sulla Alexanderplatz, i duecentomila scesi in piazza per protesta contro il regime restarono allibiti.
L’uomo della Stasi che marciava contro Honecker?
Venne fischiato sonoramente e la sua avventura politica finì prima ancora di iniziare, si ritirò così a vita privata.

Alla caduta del Muro, i servizi segreti tedesco-federali gli diedero la caccia e lui riparò prima in Austria e poi in Unione Sovietica.
Anche lì non era più “persona gradita” e nel 1991 ritornò in Germania.
Arrestato nel 1993 si rifiutò di fare i nomi dei suoi agenti; processato per spionaggio e tradimento subì una condanna a sei anni.
La Corte Suprema rovesciò la sentenza in quanto Wolf agì “su incarico di uno Stato sovrano”.
Un altro processo, nel 1997, lo vede imputato del rapimento di tre persone, viene condannato a due anni, ma la pena è sospesa.

Intanto esce la sua autobiografia, si concede volentieri a giornali e tv purché paghino, d’altronde come spesso ripete “Ho solo una paga da ufficialetto”.
Racconta il suo rimpianto:
”Non ho dubbi sul comunismo, ma sui metodi con cui hanno cercato di realizzarlo. Non posso dire d'essere fiero di quello che ho fatto, ma posso dire di non aver vissuto invano”.

L’uomo senza volto che gestiva una rete di quattromila 007, che fece cadere Willy Brandt e sorvegliare il cancelliere Adenauer, morì nel sonno nella sua casa a Berlino il 9 novembre 2006.
Markus Wolf, in arte “Mischa”,aveva 83 anni, lascia un’eredità di misteri ed un’autobiografia “Memorie di una spia”

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