TRA STORIA E MITO
ANTICO EGITTO DI ISIDE
AMENOFI III
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Faraone Amenofi III

Amenofi III, Amenhotep III
Nome completo Nebmaatra Amenofi-Hekauaset
Predecessore Thutmose IV
Successore Amenofi IV
Dinastia XVIII dinastia egizia
Sepoltura KV22 poi KV35
Luogo di sepoltura Valle dei Re
Faraone Amenophi III
Oltre alla politica estera il re si occupò ovviamente di quella interna, dedicandosi alla realizzazione di opere di pace, per le quali si avvalse dei migliori artisti dell'impero.

Ttra questi si distinse il suo omonimo Amenhotep, figlio di Hapu, capo degli architetti regali e originario del Delta.

Costui, nato circa nel 1430 a.C., realizzò il progetto per la costruzione del tempio di
Luxor e seguì i lavori di Soleb e Seddenga.
Morì probabilmente intorno agli ottant'anni e dopo la sua dipartita fu divinizzato per onorare la sua saggezza.
Il suo nome venne affiancato a quelli dei due grandi architetti della storia egizia,
Imothep (III dinastia) e Senmut (XVIII dinastia).

Amenhotep III e il suo fedele architetto hanno lasciato monumenti che abbiamo ancora oggi la fortuna di poter visitare.
Primo fra tutti il grande tempio di
Luxor, meta di turisti provenienti da tutto il mondo, di cui è possibile ammirare la splendida corte, tra le più belle della storia dell'arte, circondata da una doppia fila di 62 colonne e preceduta da un altro gigantesco colonnato monumentale.
Il tempio era l'opet (o "harem") meridionale del dio Amon, dove la divinità si recava una volta all'anno per fare visita alla sua sposa.
Un'iscrizione all'esterno dell'edificio riporta le seguenti parole del re:
"Ho costruito il tempio di Amon con bella pietra bianca, ho fatto i battenti delle porte in legno di acacia incrostato d'oro e con cardini di bronzo; il nome di Amon vi è intarsiato in pietre preziose".
Da queste brevi frasi si capisce il livello estetico e la raffinatezza che il re esigeva per i suoi monumenti.
Per collegare il nuovo sito intitolato al dio Amon con quello più antico di
Karnak il sovrano fece preparare una strada oggi denominata Viale delle Sfingi.

A
Tebe Ovest, esattamente a Malkatta, invece, fece costruire la residenza reale di fronte alla quale volle un grande bacino artificiale.
Qui il re si trasferì con la corte e trascorse alcuni anni tra feste e battute di caccia.
Oggi, dell'immenso scavo che ospitò il bacino, rimangono solamente alcune tracce e le rovine del palazzo, tuttavia gli archeologi hanno potuto ricostruirne la planimetria e salvare alcuni pavimenti splendidamente decorati.

Sempre a Tebe Ovest, Amenhotep III fece costruire il proprio tempio funerario, di cui sopravvivono due immense statue, note con il nome di "
Colossi di Memnone", che da sole restituiscono l'idea di quello che doveva essere l'intero edificio, della cui parte posteriore si vedono pochi resti.

Nell'incanto di questa cornice il re celebrò tre feste Sed.
La prima risale al trentesimo anno di regno, le altre due al trentaquattresimo e al trentasettesimo.
La prima di queste sacre ricorrenze fu celebrata in molte località con cerimonie che si estesero da Tebe a Soleb in Alta Nubia, fino alla città di
Bubastis nel Delta del Nilo.

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Sfinge del sovrano Amenothep III offerente agli dei
Sfinge del sovrano Amenothep III  offerente agli dei

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