MAGIA E MUSICA

MAGIA

Magia e musica
Scriveva Ermete Trismegisto nel Corpus Hermeticum:

”Conoscere la musica non è altro che sapere l’ordine di tutte le cose e quale sia il divino disegno”.

Questa affermazione evidenzia come la musica sia un linguaggio simbolico necessario per instaurare un dialogo tra l’uomo e l’universo. Giordano Bruno affermava che vi erano ritmi e canti che racchiudevano messaggi proto-sublimali all’interno della struttura musicale.

Si legge nel “De Vinculus”:

”E’ questi vincoli sono tenaci non solo per il fatto che siano percepiti e trovino ingresso all’anima attraverso l’udito, anzi l’effetto vincolante si realizza anche con un sussurro segreto che non arriva alla cosa da vincolare, per analogia di spirito a spirito, di vincolante a vincolando, né sempre infatti gli incantati percepiscono le parole degli incantatori, né quando le percepiscono ne subiscono effetti sensibili nell’immediato”.

Possiamo evidenziare alcuni aspetti generici del rapporto tra musica e magia:

1)come base per l’azione magica e rituale
2)il significato simbolico di alcuni strumenti musicali
3)la musica che trae la sua esperienza estetica dalla tradizione magica
4)la musica che diffonde messaggi magici o esoterici attraverso un linguaggio simbolico che li rende accessibili solo agli adepti

5)la musica che “fa” magia trasformandosi per proporre significati occulti con metodi di contatto subliminale.

Per Pitagora l’universo si lasciava leggere come una partitura musicale una realtà simbolica ancor oggi molto sentita in diverse culture, in cui le note sono parte di un linguaggio.

Secondo gli esoteristi, il canto magico deve essere diretto verso i quattro punti cardinali.

Le virtù magiche derivano non solo dalle immagini o dalle idee contenute nelle parole, ma soprattutto dalle sonorità ripetitive e dal ritmo ossessivo. Il martellamento del tam-tam è nello stesso tempo un linguaggio e un incantesimo.

La musica occupa una posizione rilevante nei rituali magici. Dalle manifestazioni come il canto popolare a quelle arcaiche basate sul tam-tam, fino alla complessa ricerca esoterico in cui la partitura diviene un testo criptico accessibile a pochi adepti.

Nei trattati magici la musica svolge sempre un ruolo importante, in quanto è considerata uno strumento fondamentale per condizionare gli stati d’animo e rendere l’ascoltatore particolarmente sensibile alle influenze esterne.

Per Athanasius Kircher (filosofo tedesco) la musica aveva soprattutto una funzione terapeutica, applicabile su soggetti che soffrivano di disturbi che oggi definiremmo neurologici:

”La musica è una straordinaria medicina adatta a scacciare tutte le malattie, sia storie sacre sia profane, abbondantemente ci tramandano di melanconici, furiosi, indemoniati, avvelenati curati da essa” (1643).

Sotto alcuni aspetti la musica può definirsi allucinogena e visionaria. Vive in simbiosi con la nostra psiche, stanzia nella memoria suscitando reazioni diverse a secondo della sensibilità e della cultura dei singoli.

La musica è energia: spinge l’ascoltatore a seguire il ritmo, a muoversi creando un rapporto molto forte con lo spazio.

Nel mondo attuale la musica ha perso l’aura sacrale che ha sempre contrassegnato il suono diventando un mero oggetto di consumo, sottofondo spesso disarmonico della quotidianità.

Il compositore austriaco Mahler sosteneva che la musica “ esprime quello che le parole non possono dire”.

La musica è un linguaggio parallelo che, con valenze magico-esoteriche, conserva una serie di messaggi decifrabili solo da quanti sanno ascoltare le voci poste al di fuori della ristretta gamma dell’udibile.