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RAMSES IX


Ramses IX in adorazione del disco solare.
La pittura si trova nella sua tomba nella Valle dei Re (KV 6)
 
 
Il padre di Ramses IX potrebbe essere identificato con un principe ereditario figlio di Ramses III che non arrivò mai a regnare sul paese. Si pensa anche che Ramses IX sia il padre del successivo faraone d'Egitto il decimo ramesside. 
Rameses IX regnò per quasi diciotto anni in un paese sconvolto dalla corruzione. 
L'impero versava in condizioni terribili e il popolo egizio doveva imparare a fare i conti anche con la costante minaccia delle invasioni straniere. 
Il fenomeno delle incursioni di genti nomadi con i loro terribili saccheggi oltre a seminare terrore tra i sudditi del faraone comprometteva la sicurezza del paese, rimasto ormai indifeso, senza un esercito in grado di proteggerlo. Per quanto riguarda la situazione in Nubia si conoscono i nomi di alcuni vicerè che diedero vita a una vera e propria dinastia
.

Tra questi segnaliamo Naherha, con il figlio Untauat e il nipote Ramessenakht.
Pare infatti che la Nubia non fosse pacifica o, se lo fu, la pace si limitò al territorio lungo il
Nilo e non al deserto, regno dei nomadi. Durante il regno di Ramesse IX le miniere nubiane infatti avevano bisogno di essere protette dai loro attacchi. 
Ma non solo i deserti erano minacciati, anche altre città, e persino 
Tebe un tempo grande e forte, adesso doveva subire gli attacchi dei beduini. 
A difendere questi siti non era sufficiente l'esercito egizio e il faraone chiamò in aiuto le truppe nubiane che non esitarono ad impugnare le armi per scacciare i razziatori. 
A dimostrazione del mancato intervento egizio possediamo alcune lettere scritte dal gran sacerdote di Amon in cui si ringraziano le milizie della Nubia. 
Anche le oasi non versavano in un clima di tranquillità ma risentivano negativamente della presenza di alcune popolazioni occidentali, come quelle dei Lebu e dei Meshuesh. In seguito all'avanzata di questi nemici, gli operai di 
Deir el Medina intorno all'anno 10 e 13 del regno di Ramesse IX furono trasferiti per motivi di sicurezza anche, così come gli archivi della città operaia. 
In questo clima di disordine in Egitto esisteva un altro motivo di tensione costituito dal fenomeno della spoliazione dei sepolcri dei re.

Ramses IX non affrontò in prima persona i mali che affliggevano il suo regno e non si adoperò neppure per difendere la sua posizione. 
I sacerdoti acquistavano sempre più potere dando l'impressione di volersi paragonare allo stesso sovrano. 
E' significativo un rilievo rinvenuto a Karnak dove il gran sacerdote di Amon, Amenhotep, fu immortalato alla stessa grandezza del faraone. 
Anche la situazione economica non era certo delle migliori: gli operai non venivano pagati regolarmente e di conseguenza si trovavano sempre più spesso nelle condizioni di abbandonare le postazioni di lavoro per riunirsi e 
scioperare, facendo così rallentare l'attività produttiva del paese. 
Quando Ramses IX morì, fu seppellito nella 
Valle dei Re, ma la sua mummia fu trasferita nella cachette di Deir el Bahari dopo la profanazione del sepolcro.

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