LEGGENDE METROPOLITANE

TORINO MAGICA

Torino Leggende Metropolitane

Una leggenda metropolitana si presenta sempre identica, a volte con mille variazioni , ed è spesso questo uno degli elementi che la rendono riconoscibile come tale.

Torino fa eccezione !

Sui muri di tutte le grandi città compaiono le strane scritte “Dio c’è”, la leggenda vuole che si tratti dei punti “caldi” dello spaccio di droga dove si possono trovare con facilità i pusher.
A Torino no: qui abbiamo “Zeus ti vede”.

E c’è chi afferma di conoscere personalmente l’autore dell’ammonimento. Si tratterebbe di un omone barbuto con tunica greca e sandali, che chiede l’elemosina sui tram in cambio di santini benedetti .

Il museo Egizio, meta di quotidiane visite da parte di scolaresche e appassionati, è al centro di voci su una presunta “maledizione del Faraone”, risalente agli anni Venti e i quotidiani del marzo 2001 riportano il caso di una classe di Como colpita da malesseri in seguito alla visita.

Suggestione alla vista delle mummie?

C’è chi dice trattarsi di una voce messa in giro nel 1925 da Howard Carter, l’archeologo che trovò la tomba di Tutankhamon, per tener lontani ladri e curiosi dai suoi scavi. Tuttavia il museo torinese non conserva alcun papiro con il minaccioso ammonimento “La morte colpirà con le sue ali chiunque disturberà il sonno del Faraone”.

Davvero il nascondiglio torinese del Sacro Graal è indicato dallo sguardo della statua della Fede di fronte alla Gran Madre?

Esisterebbero in città, inoltre, tutta una serie di accessi “riservati” per il mondo degl’Inferi: dall’obelisco di piazza Statuto alle statue di piazza Solferino.

Sulla parete del Duomo che guarda verso palazzo Chiablese ci sarebbe addirittura una freccia rivolta verso il basso che indicherebbe un’uscita di sicurezza “infernale”.

La collina torinese sembrerebbe teatro quotidiano di scorribande notturne da parte di strane figure.

Dalla famigerata “pantera”, le cui tracce sarebbero state “inequivocabilmente” rinvenute nei dintorni di Superga fino a una banda di ninja “buoni”, che girerebbero di notte a raddrizzare i torti e difendere le coppiette dalle aggressioni.

E i sotterranei torinesi?

Oltre ai cunicoli “ufficiali” di storica memoria si parla di stanze segrete sotto la chiesa della Gran Madre di Dio. Di ancor più inquietanti dormitori nascosti sotto le fondamenta del Cottolengo, dove esseri deformi, metà uomini e metà animali, verrebbero sottoposti alle cure dei religiosi.

Sotterranei che hanno alimentato per anni una leggenda secondo cui a Torino non si sarebbero mai fatti gli scavi per la metrò perché al di sotto era tutto una catacomba. Leggenda smentita dai torinesi che ormai quotidianamente usano la metropolitana.

Il mondo giovanile è particolarmente prodigo di “voci”, ambientate talvolta a Palazzo Nuovo, talvolta al Politecnico, talvolta in qualche locale notturno della zona, dove bionde avvenenti sarebbero in attesa di ingenui playboy cui estrarre un rene nelle toilette delle discoteche o in appositi furgoncini bianchi.

A volte i riferimenti geografici erano sorprendentemente precisi, mentre i nomi dei protagonisti erano sempre avvolti nel mistero.

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