LA MASCHERA DI FERRO

STORIE DAL MONDOFRANCIA

Chi era l’uomo, arrestato durante il regno di Luigi XIV, il cui volto fu imprigionato da una maschera di ferro sino alla sua morte?

Sicuramente non il gemello del Re Sole rinchiuso per impedirgli di salire al trono, come abbiamo letto nei romanzi di Alexandre Dumas e visto in molti film.

Sappiamo dal carteggio tra il carceriere dell’uomo imprigionato e il Ministro della Guerra, che un prigioniero con il volto rinchiuso in una maschera di ferro è davvero esistito.

Nelle lettere si legge che l’uomo era stato arrestato nel 1699 e imprigionato a Pinerolo.

Fu poi trasferito con il suo carceriere al forte di Exilles, successivamente in un’isola al largo di Cannes, e infine alla Bastiglia dove finì i suoi giorni nel 1703.

Sono oltre cinquanta le possibili identità della maschera di ferro proposte dagli studiosi, ma sembra che solo una sia quella giusta.

Secondo lo storico Petitfils solo una persona ha sempre seguito il carceriere nei suoi trasferimenti. Un uomo che si chiamava Eustache Dauger o Danger.

Non è certo chi fosse, probabilmente il valletto di un diplomatico che forse aveva visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere.

Cosa avrebbe potuto vedere l’uomo?

Non lo sappiamo, ma sicuramente doveva essere qualcosa che avrebbe potuto rovinare la reputazione di persone molto importanti. Era della massima importanza assicurarsi che non rivelasse a nessuno il suo segreto.

Perché la maschera?

Probabilmente perché oltre a rappresentare un simbolo di terrore, trasmetteva la potenza e la spietatezza del re. Meglio non incorrere nelle sue ire.

Secondo lo studioso Noone la maschera aveva un altro scopo. Non doveva servire a nascondere chi era il prigioniero, ma chi non era. Un uomo qualunque che il suo carceriere, Saint-Mars, obbligò a indossare la maschera per un proprio motivo.

Quale poteva essere il motivo per cui il carceriere condannò Dauger a vivere i suoi giorni con quella terribile maschera?

Forse voleva far credere che l’uomo mascherato fosse molto importante e di conseguenza se lo avevano affidato a lui, anch’egli era un uomo molto importante.

In effetti, Saint-Mars iniziò come umile moschettiere e terminò la sua carriera come Governatore della Bastiglia.

In un documento, risalente al 1687, viene descritto il passaggio di un corteo guidato dal carceriere con la maschera di ferro seduto su una portantina.

Che senso aveva portare in corteo un uomo del quale si voleva nascondere l’identità, se non sfruttare l’occasione per far carriera?


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