IL MISTERO DELLA CASA ROSSA

STORIE DAL MONDO

Mistero della casa rossa

Maren e John Hontvedt erano giunti a Smuttynose dalla Norvegia in cerca di fortuna e di un lavoro migliore. Avevano affittato una casetta bifamiliare chiamata la “casa rossa”.

Nel frattempo si erano uniti la sorella di Maren, Karen, il fratello Ivan con la moglie Anethe ed anche il fratello di John, Matthew. A loro si era anche unito un pescatore, Luois Wagner, che riceveva vitto e alloggio in cambio di piccoli lavori in casa e quando era possibile di aiuto agli uomini in mare.
La notte del 5 marzo 1873 John, Matthew ed Ivan, obbligati ad attendere un carico di pesce proveniente da Boston, non fecero ritorno a Smuttynose, le donne rimasero perciò sole in casa.

Luois Wagner, che fu l’unico a non dare una mano all’equipaggio, incontrò quella stessa sera John al quale chiese più volte se avesse intenzione di tornare a casa.

Maren, ricevendo un messaggio da un pescatore, in cui suo marito l’avvertiva che sarebbe tornato molto tardi, decise di lasciare la cena in caldo per gli uomini ed andò a dormire insieme alle altre donne, senza chiudere le porte a chiave.

Ad un certo punto della notte il cane svegliò gli abitanti della casa con il suo latrato, allarmato dalla presenza di un estraneo in casa.
In un primo momento Karen pensò fosse John di ritornò e lo chiamò più volte, dicendogli di smetterla di spaventarla, finchè Maren sentì sua sorella gridare “John mi sta uccidendo”.

Questa frase fu utilizzata dai non colpevolisti e fu portata per più di un secolo come prova dell’innocenza di Louis Wagner.

Dalla testimonianza di Maren, Louis colpì Karen al buio, rompendo un orologio che si fermò alle 1:07 del mattino, questa fu presa come ora di riferimento per il delitto. Maren cercò di aiutare sua sorella, ma l’assassino aveva bloccato la porta.

Decise allora di farla uscire dalla finestra della camera da letto, ma Anethe era troppo terrorizzata per fuggire in cerca di aiuto. L’assassino avrebbe quindi approfittato dell’immobilità della donna e trovando un’ascia avrebbe colpito ripetutamente la donna che prima di morire avrebbe urlato il suo nome, “Louis. Louis. Louis”.

Maren riferì a tale riguardo: “L’ha colpita alla testa, ripetutamente, e lei è caduta. Allora lui l’ha colpita altre due volte”.

Maren avrebbe assistito all’omicidio e dopo aver portato Karen nella camera da letto, decise di fuggire attraverso la finestra. Mentre si allontanava vide una lanterna all’interno della casa e sentì le grida di sua sorella Karen.

Secondo la sua versione, a quel punto si sarebbe nascosta tra le rocce dell’isola per tutta la notte. Verso le sette del mattino del 6 marzo 1873, Maren, giunse davanti alla casa della famiglia Ingebretson, attirando l’attenzione dei bambini che stavano giocando. Mr. Ingebretson fu il primo a trovare le due donne assassinate.

Successivamente giunsero sul luogo del massacro John, Matthew e Ivan, di ritorno dalla notte di lavoro.

Furono testimoni di uno spettacolo raccapricciante: Anethe giaceva in cucina, con la testa fracassata, mentre Karen si trovava nella parte disabitata della piccola casa. Entrambe erano parzialmente nude.
Iniziarono le indagini.
Gli inquirenti erano convinti che l’assassino conoscesse più che bene la casa, la fontana dove si era ripulito era molto distante dalla casa e parzialmente nascosta. Inoltre dopo avere mangiato, l’assassino aveva lasciato impronte di sangue sul bollitore del te.

Intorno alla casa furono trovate altre tracce, probabilmente lasciate nel tentativo di trovare Maren.

Inoltre non furono trovate tracce dei 600 dollari che John aveva confidato a Louis di aver risparmiato e che erano stati accuratamente nascosti. Nelle tasche di Louis solo pochi spiccioli e un bottone appartenente a Karen.
Suscitò perplessità il fatto che dopo aver lasciato la sua barca a New Castle, Luois si era incamminato verso casa in condizioni di disordine fisico. Dalla ricostruzione si era cambiato la maglietta sporca di sangue, ritrovata in un secondo tempo, e sarebbe andato a Boston alloggiando in un albergo dove più tardi sarebbe stato arrestato.

Louis si dichiarò sempre innocente, fino alla sua esecuzione.

In tanti erano convinti della sua innocenza. Centinaia di persone marciarono per la sua liberazione, accusando Maren Hontvedt di aver commesso il crimine.

Le prove contro Louis erano un bottone di Karen ritrovato nelle sue tasche, la maglietta sporca di sangue e le impronte dei suoi stivali miste a sangue ritrovate sull’isola. Inoltre tempo prima Louis aveva pubblicamente detto di essere talmente povero da dover uccidere per potersi procurare del denaro.

Durante il processo Wagner disse che la sera dell’omicidio si trovava altrove, a bordo di una barca con un testimone di cui purtroppo non ricordava il nome. Era poi andato in un bar a Portsmouth per bere qualcosa. Tttavia nessuno poté confermarlo.

Accusò pubblicamente John Hontvedt e sua moglie Maren, per averlo usato come capro espiatorio, ma non servì a nulla.

La giuria nel giro di 55 minuti, emise un verdetto di colpevolezza nei suoi confronti. Louis fu impiccato il 25 giugno 1875.

Il duplice omicidio del 1873, che per molti rimase un mistero insoluto, si aggiunse ad un altro evento inquietante, legato alla casa abitata dagli Hontvedt. I precedenti inquilini erano scomparsi misteriosamente in mare e i loro corpi non erano mai stati ritrovati.


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