AQUILA

Aquila

Molte antiche civiltà raffiguravano l’aquila con un serpente nel becco.

Questa duplice figura, aquila e serpente, rappresentava la vittoria del bene sul male.

L’altitudine (l’assoluto) che cambiava quando con un volo in picchiata l’uccello attaccava la preda.

Per esempio in India, Garunda è l’aquila che serve da cavalcatura a Vishnu per sconfiggere il male.

Inoltre le si attribuiva la capacità di fissare il sole senza dover socchiudere gli occhi e di poter percorrere zone del cielo inaccessibili all’uomo.

Presso la città di Palmira (Siria) l’aquila era sacra al dio del Sole.

Sua era la caratteristica di poter rinascere mediante una triplice immersione nell’acqua, probabilmente da questa credenza l’uso di raffigurarla accanto al fonte battesimale.

L’aquila bianca è la proiezione maschile del potere soprannaturale e il suo sangue veniva prescritto come unico mezzo per ridonare la fecondità alle donne sterili.

Quando veniva ritratta nera diventava un segno notturno, femminile.

In alchimia l’aquila è lo spirito costretto nella materia che si libera solo dopo la fase di prolungato riscaldamento nell’athanor e si concretizza nell’alto dell’alambicco.

Forte simbolo di potenza e attitudine alle armi, nell’araldica spesso viene raffigurata a due teste per motivi di simmetria stilistica

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