FINE DEL MONDO

SIMBOLOGIA

Fine del mondo
Profezia Maya

La fine del mondo è un simbolo diffusissimo che rappresenta la caduta di tutte le cose che, come la vita dell’uomo, prima o poi devono giungere alla loro fine.

Per le antiche civiltà l’idea della fine del mondo era un’immagine ciclica di continue distruzione e nuove creazioni del cosmo.

L’Occidente ha concepito il tempo in modo lineare secondo un’evoluzione che dalla creazione del mondo procede sino alla sua fine.

Per il Cristianesimo l’espressione “ultimi giorni” è il tempo del Giudizio Universale, nel quale Dio giudicherà il bene dividendolo dal male. I meritevoli saliranno in cielo, mentre chi ha compiuto cattive azioni sprofonderà nell’ inferno.

Spesso in epoche di particolare incertezza sociale, gli uomini formulavano visioni di un’incombente fine del mondo sotto forma di catastrofi.

Poteva accadere in concomitanza con alcune ricorrenze del calendario (la fine di un millennio), avvenimenti astrologici (per esempio la congiunzione di Giove e Saturno avvenuta nel 1524) o in occasione di profezia ritenute credibili (come per la profezia Maya).

La celebre profezia contenuta nell’Edda a proposito del destino degli dei (Ragnarok), parla di segnali minacciosi come il moltiplicarsi di demoni, gli inverni sempre più lunghi, la morte degli alberi e le lotte tra gli uomini.

La più nota descrizione cristiana della fine del mondo e dell’umanità è l’Apocalisse” di Giovanni.

Questo enigmatico testo della Sacra Scrittura è stato interpretato in vari modi. Soprattutto come una profezia che allude alla venuta del Giudizio Universale a cui seguirà sulla Terra un nuovo paradiso: la Gerusalemme celeste. (Gog e Magog).


Secondo la dottrina islamica tutti gli uomini verranno giudicati, gli infedeli, gli eretici, gli idolatri, i violenti e persino i demoni.

Il giudizio avrà luogo sul monte del tempio di Gerusalemme. Allah siederà sul trono della Kaaba, trasportata fin lì dalla Mecca.

L’angelo della morte Israfil suonerà la sua tromba e tutti morti verranno riuniti nella valle di Josaphat. Tra la valle e il cielo sarà steso un ponte di corda, che tutti i giusti potranno attraversare, mentre i cattivi saranno gettati tra le fiamme dell’inferno.

Nella piazza del tempio si troverà una grande bilancia sulla quale saranno pesate le azioni degli uomini ( pesatura del cuore antico Egitto).

Il giudizio Universale costituisce il tema della ventesima carta degli Arcani Maggiori, nella quale è raffigurato un angelo che soffia in una tromba al di sopra delle tombe spalancate, dalle quali si ergono uomini nudi.


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