GILGAMESH: IL RITROVAMENTO

MITOLOGIA MESOPOTAMICA

Gilgamesh è il protagonista di un poema epico della Mesopotamia, il personaggio è probabilmente esistito realmente come re sumerico.

Gilgamesh

Il mito di Gilgamesh emerge dal passato solo nel XIX secolo ed è strettamente legato alle vicende di un inglese (Austen Henry Layard).

Layard durante un viaggio si fermò in Mesopotamia e iniziò gli scavi che condussero al ritrovamento di due antichissime città: Ninive e Nimrod. In quella occasione fu ritrovata una immensa biblioteca di tavolette in scrittura cuneiforme.

Era la biblioteca di Ninive.

Grazie alla scoperta di una iscrizione conosciuta come “Le Gesta di Dario”, ad opera di Henry Rawlins, un Ufficiale dell’Esercito britannico, che riportava lo stesso testo in lingua persiana, elamitica e babilonese, fu possibile tradurre buona parte delle tavolette provenienti da Ninive e non solo.

Tra le varie cose ritrovate e tradotte da George Smith, una tavoletta riportava delle notizie del “Diluvio”, fino ad allora presente solo nella Bibbia.


Fu proprio questo ad eccitare gli animi e ad infondere nuova forza nei ricercatori e nei traduttori…

Qualche anno dopo i tedeschi compirono degli scavi nella zona e riportarono alla luce le rovine dell’antica città di Uruk unitamente ad un buon numero di tavolette.
L’Università della Pennsylvania alla fine dell’ottocento si occupò degli scavi di Nippur riuscendo a raccogliere circa 40.000 tavolette finite negli archivi di vari musei.

Le tavolette contenenti parti del testo della saga di Gilgamesh sono distribuite ormai nel mondo intero. Probabilmente non tutte sono state ancora identificate e magari si trovano negli archivi di qualche museo. In ogni caso molto è stato fatto e il racconto è abbastanza chiaro.

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO