LA MORTE DI GIOVANNI DALLA BANDE NERE

DINASTIE: I MEDICI

Giovanni dalle bande nere

Figlio di Giovanni de’ Medici e di Caterina Sforza, grazie al suo acume strategico, l’audacia e al carisma che esercitava sui suoi uomini, a 26 anni era già uno dei più grandi capitani di ventura.

Novembre 1526.

Un contingente di fanti tedeschi, intraprende la discesa in Italia per portar soccorso all’esercito imperiale contrapposto a quello della Lega Santa.

Nelle campagne mantovane le Bande Nere di Giovanni de’ Medici combattono contro l’esercito imperiale, quando un proiettile colpisce Giovanni nella gamba destra, già ferita nella battaglia di Pavia l’anno precedente.

Giovanni viene portato al palazzo dei Gonzaga dove, già si trova il chirurgo Maestro Abramo che lo aveva curato per la ferita riportata a Pavia.
L’infezione però si era già diffusa e l’unica speranza era l’amputazione.
Giovanni affrontò l’intervento con gran coraggio, arrivando persino a sostenere il candelabro per far luce al chirurgo.

Tuttavia l’amputazione non servì a salvargli la vita, Giovanni morì il giorno seguente.

Fu sepolto a Mantova e nel 1685 le spoglie furono trasportate nelle Cappelle Medicee a Firenze.

Giovanni dalle Bande nere

Nel 1857 Leopoldo II di Lorena, incaricò una Commissione di compiere una ricognizione nelle stesse Cappelle.
Così la Commissione descrisse il ritrovamento del corpo di Giovanni:
“… tutte le ossa esistevano meno quelle della mani; il teschio era chiuso nell’elmo; lo stinco destro, tagliato dal chirurgo in seguito al colpo d’artiglieria che lo spezzò, ben conoscendosi dell’imperfezione del taglio che quella dovette essere la cagion della morte del Gran Capitano”.

Una nuova ricognizione, da parte di un gruppo di antropologi, nel 1945 riesaminò i resti di Giovanni, inoltre fu recuperata la sua armatura, oggi esposta al Museo Stibbert di Firenze.

Gli studi non lasciano adito a dubbi.

Il chirurgo operò ben al di sotto della ferita sulla gamba, limitandosi ad amputare il piede.
Giovanni Girolamo Rossi, nipote di Giovanni, scrisse nella “Vita di Giovanni de’ Medici”.
“Oltre alla gravità della ferita e all’intempestività delle cure, Giovanni morì per l’ignoranza del chirurgo, il quale avendo a segare quella gamba vi lasciò del percosso tanto che il rimanente si putrefece, talchè ne seguì poi la morte sua …”.

Immediatamente dopo la morte di Giovanni si era diffusa la voce che il Capitano fosse stato ucciso su commissione da “ferri avvelenati”, fu persino fatto il nome di Federico Gonzaga.

A distanza di secoli, i nuovi studi sembrano dare sostanza agli antichi sospetti e ad aggiungere nuovi misteri alla saga dei Medici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *