RATTO DI PERSEFONE

MITOLOGIA GRECA

Ratto di Persefone

La rapì Ade – lo concedeva Zeus dal tuono profondo, che vede lontano, eludendo Demetra dalla spada d’oro.

Dea delle splendide messi – mentre giocava con le fanciulle dal florido seno, figlie di Oceano, e coglieva fiori: rose, croco e le belle viole, sul tenero prato, e le iridi e il giacinto, e il narciso, che aveva generato, insidia per la fanciulla dal roseo volto, la Terra per volere di Zeus, compiacendo il dio che molti uomini accoglie.

Mirabile fiore raggiante, spettacolo prodigioso quel giorno per tutti, per gli dei immortali e per gli uomini mortali.

Dalla sua radice erano sbocciati cento fiori e all’effluvio fragrante tutto l’ampio cielo, in alto, e tutta la terra sorrideva, e i salsi flutti del mare.

Attonita, ella protese le due mani insieme per cogliere il bel giocattolo. Ma si aprì la terra dalle ampie strade nella pianura di Nisa, e ne sorse il dio che molti uomini accoglie, il figlio di Crono, che ha molti nomi, con le cavalle immortali.

Afferrata la dea, sul suo carro d’oro, riluttante e in lacrime, la trascinava via.

Ed ella gettava alte grida invocando il padre Cronide, eccelso e possente.
Ma nessuno degli immortali o degli uomini mortali udì la sua voce, e nemmeno le ninfe dispensatrici di frutti.

Inni omerici – Inno a Demetra, 3-23