VUDU’

RELIGIONI DOTTRINE SETTE

Vudù

Il vudù è una religione africana e afroamericana dai caratteri fortemente esoterici. Il significato della parola vudù deriva dal termine africano vodu, che significa “spirito”, “divinità”.

E’ una delle religioni più antiche al mondo nata tra il Seicento e il Settecento contemporaneamente in America Latina e in Africa.

La religione vuduista attuale combina infatti elementi ancestrali derivanti dall’animismo africano che veniva praticato nel Benin prima del colonialismo. Oggi il vudù è praticato da circa sessanta milioni di persone in tutto il mondo.

Il vudù è riconosciuto come religione ufficiale in Benin e a Haiti dove è praticato da gran parte della popolazione.

In Benin la Chiesa del vudù è un’istituzione molto importante nella società e nella vita dei cittadini. Gestisce infatti parecchi servizi pubblici, quali ospedali, scuole, college ed alcuni enti per la beneficenza. Il clero vuduista è costituito da sacerdoti e sacerdotesse, che svolgono generalmente le medesime funzioni. I sacerdoti di sesso maschile vengono chiamati oungan le donne vengono mambo. Gli edifici di culto sono decorati con vari elementi, tra cui centinaia di candele, raffigurazioni di santi e oggetti considerati legati ai loa.

A differenza di quanto comunemente si ritiene, il vudù non è un fenomeno legato solo alla magia nera, ma una religione composta da dottrine morali e sociali, oltre che da una complessa cosmologia.

Il Vudù vede l’esistenza di una divinità suprema che nella tradizione africana è indicato con nomi quali Mawu, Olorun o Gran Met.

Loa

Gli elementi sovrannaturali con cui l’uomo può interagire, sono i loa, spiriti collettivi, in grado di presiedere a diversi fenomeni.
Il loa Papa Legba è raffigurato come un vecchio ad un crocevia, e il suo dominio sono le strade, i passaggi e la comunicazione. Viene invocato durante i riti, perché accolga la preghiera di aprire i canali attraverso cui gli altri loa, specifici per ogni problema, potranno recepire le preghiere dei fedeli.

Papa Ghede è la somma collettiva degli spiriti dei morti e contemporaneamente l’oltretomba in cui risiedono gli stessi spiriti dei morti, che possono essere interrogati attraverso di lui.

Ha per simbolo una croce il cui braccio verticale è l’asse del mondo, mentre il braccio orizzontale simboleggia la vita terrena

Altri loa particolarmente caratteristici sono Erzulie (associata alla fertilità), Ogoun (associato al denaro e al potere terreno in ogni sua forma), Damballa (il Serpente del Cielo).

I loa, detti anche ‘cavalieri divini’, durante i rituali possono possedere i fedeli che ne sono predisposti. I posseduti riferiscono di non ricordare nulla di quanto hanno detto o fatto.

Questi riti sono celebrati e richiamati mediante l’utilizzo dei veve, le geometrie sacre. Durante i rituali sono molto frequenti i sacrifici animali, in particolare con il rituale che prevede lo sgozzamento del galletto.

Possono essere utilizzate anche le famose bambole vudù.

Altra caratteristica importante dei riti vuduisti è il forte misticismo che porta ad un’unione rituale tra uomini e dèi sotto forma di possessione rituale.
Le liturgie prevedono la possessione divina, attraverso cui una divinità loa o lo spirito di una persona defunta si impossessa del corpo del celebrante, solitamente un membro del clero, interagendo con i partecipanti al rito.

Nei momenti di estasi il posseduto viene chiamato zombi ovvero una persona viva sotto il controllo di un’entità che non appartiene al suo corpo.

Si crede infatti che durante i rituali di possessione, una delle due anime del posseduto lasci il corpo per permettere alla divinità di penetrarvi.

Nel vudù l’anima è concepita come distinta in due corpi.

Il grande angelo guardiano e il piccolo angelo guardiano. La prima parte dell’anima è considerata quella materiale, strettamente legata al corpo, che lascerò solo in seguito alla morte.

La seconda è invece capace di lasciare spesso il corpo, anche durante il sonno. E’ quella più soggetta ad influssi esterni, tanto che si ritiene se ne possano impossessare, imprigionandola, persone che praticano la magia nera, attraverso la quale riuscirebbero a controllare il piccolo angelo guardiano e, direttamente, la persona cui l’anima appartiene, rendendola uno zombi.

I sacerdoti vuduisti possono, in questo caso, proteggere il malcapitato preparando una sorta di amuleto nel quale racchiudono anticipatamente il piccolo angelo guardiano impedendo che venga catturato.

Quando una persona muore, la sua anima ascende al paradiso. La religione vuduista sta rappresentando, in particolare nelle regioni meridionali del Togo, una forza particolarmente fervente che lotta per la salvaguardia delle zone boscose considerate sacre e al contempo vi si celebrano molto spesso i rituali vuduisti.

La religione vudù, dà molto valore alle persone con handicap fisici o mentali perché considera manifestazione mistica qualsiasi cosa che sia speciale o semplicemente diversa.

Come tutte le religioni antiche anche il vuduismo ha numerosi cerimoniali legati alla magia, in particolare alla magia nera.

Non esistano prove dell’efficacia di tali magie, tuttavia la presa di queste superstizioni sul popolo è molto forte. François Duvalier, presidente a vita di Haiti dal 1957 al 1971, riuscì a tenere il paese nella morsa della paura, spacciandosi come la reincarnazione dell’entità Baron Samedi, in grado di scagliare potenti maledizioni e usò i “Tonton Macoutes” (Zii Sacco di Iuta) per far sparire gli avversari politici.

Secondo la tradizione magica del vudù, alcuni potenti stregoni sarebbero in grado di riportare alla vita i morti, creando i cosiddetti zombi.

Sembrerebbero esserci numerose testimonianze a tal proposito. La scrittrice statunitense Zora Neale Hurston, ad esempio, riuscì a fotografare una zombie ad Haiti. Si sarebbe trattato di Felicia Felix Mentor, deceduta nel 1907, ricomparsa misteriosamente nel 1936 sotto forma di zombie.
Il professor Heinz Lehamann, dopo aver esaminato diversi zombie, afferma che in realtà si tratterebbe di malcapitati a cui è stata somministrata una potente droga che indurrebbe uno stato di morte apparente prima e di vita vegetativa poi.


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