ANNO MILLE E LE RELIQUIE

LA TESTA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Anno Mille e le reliquie

Ademaro di Chabannes narra che durante il regno del duca Guglielmo d’Aquitania, il capo di San Giovanni fu scoperto nella basilica di Angély chiuso in un cofanetto di pietra a forma di piramide.

Il duca appena apprese la notizia stabilì che si dovesse esporre il capo alla vista del popolo. La reliquia era conservata in una teca d’argento sulla quale si leggevano le parole:

”Qui riposa il capo del Precursore del Signore”.

Non sappiamo da chi, in quale epoca e da dove fu portata la reliquia e non si ha nemmeno la certezza che si tratti veramente del Precursore del Signore.

La storia di re Pipino, dove si possono leggere tutti i particolari, non fa menzione di questo avvenimento e il racconto che se n’è scritto è più un’opera fantasiosa che una realtà storica:

“al tempo in cui Pipino era re d’Aquitania, un certo Felice portò da Alessandria ad Aquitania il capo di san Giovanni Battista.

In quel tempo Alessandria era governata dall’arcivescovo Teofilo, di cui Luca fa menzione all’inizio degli Atti degli Apostoli”. Pipino, però, non visse affatto all’epoca di Teofilo e non risulta che il teschio del Battista si sia mai trovato ad Alessandria.

In un’altra leggenda il capo di Giovanni Battista fu scoperto da due monaci, in seguito ad un rivelazione che ebbero del luogo in cui si trovava e portato a Costantinopoli dall’imperatore Teodosio.

In tempi recenti si parlò del ritrovamento, in un piccolo monastero su un’isola bulgara di un dente, la parte anteriore di un cranio e la falange di una mano.

Le ossa erano dentro un sarcofago proveniente dalla Cappadocia, dov’era attestata la presenza di una reliquia del Battista sino all’anno Mille.

Secondo le analisi con il metodo del carbonio 14 le ossa possono essere datate con sicurezza al I secolo, dunque al periodo in cui visse il Battista.

Inoltre appartengono tutte allo stesso uomo e contengono elementi chimici che confermano la loro provenienza dal Medioriente.

Questo, mentre il Vaticano asseriva di essere in possesso del teschio, non esposto nella chiesa di San Silvestro in Capite a Roma perché era in corso il restauro del reliquiario.

Viene spontaneo domandarsi se le ossa ritrovate siano proprio quelle del Battista.

E in caso affermativo, di chi sarebbe le reliquie della chiesa di San Silvestro e quelle venerate nella moschea Omayyadi di Damasco?

Come se non bastasse tre chiese francesi si contendono la proprietà del cranio si san Giovanni.

La prima che si fece avanti fu la cattedrale di Amiens, cattedrale trina, la cui costruzione fu iniziata nel 1206 da alcuni crociati reduci dal Sacco di Costantinopoli che consegnarono un frammento di cranio frutto di un bottino.

E’ interessante, a questo proposito, ricordare una profezia scritta su antico lunario di fine seicento, dove viene menzionata la reliquia:

….Ad Amiens risplenderà la testa del Battista e l’angelo non piangerà più ….

Un altro frammento del presunto teschio del Battista fu incluso tra le reliquie donate alla Sainte Chapelle di Parigi durante il regno di Luigi IX di Francia conosciuto come il “Santo”; anche questa reliquia proveniva da Costantinopoli.

C’è una terza chiesa ad avanzare gli stessi diritti: Saint-Jean d’Angély, nella regione ovest di Charente-Maritime.

La reliquia custodita a Roma non è il teschio, ma solo la calotta cranica.

Quando fu presa dal reliquario tardo medioevale per essere sottoposta ad esami più accurati, ci si accorse che i frammenti erano tenuti insieme con della scagliola e un po’ di cera.

Inoltre, attaccato alla reliquia, c’era un pezzetto di stoffa e sebbene questo lembo non sia stato mai consegnato ad un laboratorio di analisi per la datazione, si ritiene che il periodo sia quasi certamente non posteriore all’ottavo secolo.

Se attendibile questo periodo, si può pensare che la reliquia fu portata a Roma dai monaci greci ai quali fu dato asilo quando papa Paolo I fondò il monastero e la chiesa di San Silvestro intorno all’anno 761.

Sebbene la reliquia attualmente venerata in San Silvestro come la testa di San Giovanni Battista è stata per secoli motivo di grande devozione e, come tale, costantemente citata nelle guide di Roma per i pellegrini, il mistero rimane.

Esiste la reliquia o è un frutto di leggende del passato, e se esiste chi ne è il custode?

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One thought on “ANNO MILLE E LE RELIQUIE

  • Gennaio 13, 2020 in 7:37 pm
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