MILLE NON PIU’ MILLE

MEDIOEVO

Mille non più mille . l'Apocalisse

E’ l’ultima notte del X secolo.
La cristianità attende con terrore l’avverarsi della profezia della seconda venuta di Cristo.
Ed invece ….
… invece il sole sorse come ogni giorno e nessun se ne stupì. Nessuno si era liberato dei suoi beni per ottenere il paradiso, nessuno aveva passato la notte in chiesa pregando per la propria salvezza.

Tutto ciò appartiene alle leggende che ruotano intorno all’anno Mille e non alla storia del Medioevo. Questo per un semplice motivo. Nessuno sapeva quando sarebbe caduto l’anno mille. Infatti solo nel 1582, con l’introduzione del calendario gregoriano, fu possibile mettere ordine nel conteggio del tempo.

Come nacque la leggenda del “Mille o non più Mille”?

Probabilmente dall’interpretazione errata di un passo dell’Apocalisse di San Giovanni.
Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni che stanno ai quattro angoli della terra, Gog e Magòg, e radunarle per la guerra. Salirono fino alla superficie della terra e assediarono l’accampamento dei santi e la città amata. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta.

Saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.

E vidi un grande trono bianco e Colui che vi sedeva. Scomparvero dalla sua presenza la terra e il cielo senza lasciare traccia di sé. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. E i libri furono aperti. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati secondo le loro opere, in base a ciò che era scritto in quei libri. Il mare restituì i morti che esso custodiva, la Morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno fu giudicato secondo le sue opere. Poi la Morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non risultò scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.

La leggenda fu divulgata più di cinquecento anni dopo la presunta fine del mondo. Successivamente fu ripresa da storici e scrittori con l’intento di mostrare un Medioevo tenebro, retto dall’ignoranza e dal caos.

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