GLI SPIRITI DELLE ACQUE

LEGGENDE NORDICHE

Gli spiriti dell'acqua
Il Neck e la figlia di Ægir di Nils Blommér fa in modo che il Neck del folclore scandinavo incontri le sirene della mitologia scandinava.
 U.S. work public domain in the U.S. for unspecified reason but presumably because it was published in the U.S. before 1925.

Le leggende nordiche narrano che le acque dei laghi, dei fiumi e dei fiordi fossero popolate da Spiriti.
In molte saghe e canzoni popolari si racconta dei Tritoni discendenti di alcuni mostri marini. Di gigantesca statura a volte i Tritoni si appostavano presso le spiagge per rapire delle fanciulle che sposavano e portavano negli abissi.

Oltre ai Tritoni nelle leggende nordiche troviamo anche le Sirene.

I pescatori svedesi, dicevano che spesso, all’arrivo delle nebbie, vedevano una Sirena che nuotava nell’acqua oscurata da buie nubi.

L’apparizione di una Sirena per i marinai era di cattivo auspicio, perché significava tempesta in arriva. A volte le Sirene erano visibili nel sole, mentre si pettinavano i lunghi capelli con un pettine d’oro. Quando si dileguavano dalle onde si levava una fitta bruma.

Nelle fredde notti invernali alcune Sirene, tremanti di freddo, domandavano di potersi riscaldare vicino al fuoco acceso dai pescatori o dai cacciatori. Se questi si lasciavano ammaliare per loro era la fine. Le fanciulle li trascinavano nei più profondi gorghi del mare, impedendo loro di poter far ritorno alle proprie case.

In Svezia lo Spirito dei fiumi, dei laghi e delle sorgenti si chiamava Nek.

Quando ci si immergeva nell’acqua per fare un bagno per difendersi dal Neck si conficcava un ago in un giunco.

Il Neck poteva assumere vari aspetti.

Nelle sere estive era un bel fanciullo con un berretto rosso che appariva sul pelo dell’acqua con la sua arpa. A volte era mezzo uomo e mezzo cavallo, oppure un uomo barbuto o ancora un mostro dalle molte teste.
Capitava che Neck e il suo cavallo, riconoscibilissimo in quanto i suoi zoccoli erano messi al rovescio, sorgessero dalle acque scatenando tempeste paurose.

Guai a colui che avesse osato salire sul cavallo del Neck.

Una volta un contadino riuscì a far arare al cavallo tutti i suoi campi. Ad un tratto le redini gli sfuggirono di mano e il Neck si immerse subito nel mare insieme con l’aratro.

Il Neck amava molto la musica e così pure l’amava lo Spirito delle Cascate.
Erano considerati i Geni dell’Armonia.

Lo Spirito delle Cascate si chiamava Strommann.

Viveva nelle cascate e nei ruscelli immerso nelle profondità delle acque suonando l’arpa e il violino. Spesso suonava per le danze dei Silfi che dimoravano nei boschi in prossimità dei fiumi.

In Norvegia si venerava uno Spirito delle Cascate chiamato Grim o Fossegrim, e il giovedì sera gli si offriva in sacrificio un capretto bianco, che si gettava nelle cascate.

Se il capretto era bello e grasso, lo Spirito delle Cascate afferrava la mano del donatore e la scuoteva finchè il sangue usciva dalle unghie e da allora diventava un virtuoso del violino e dell’arpa.

Se il capretto era magrolino, allora colui che lo aveva offerto riceveva la facoltà di suonare solo discretamente il violino.

Nel Nord le sorgenti erano popolate dalle Ninfe delle Sorgenti che apparivano nel suolo dove scaturiva l’acqua da cui poi fluiva un fiume.

Erano esperte nell’arte magica e divinatoria.

La magia e la preveggenza erano conosciute anche da un nano marino islandese, Marmennill, intorno al quale fiorirono numerose leggende.

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