CASTEL D’ARIO E LA TORRE DELLA FAME

CASTELLIMEDIOEVO

Castel d'Ario

Castel d’Ario, con la sua Torre della Fame, è un’antica roccaforte risalente al X secolo posta nel centro storico di Castel d’Ario, in provincia di Mantova. Il castello fungeva da protezione per le terre di confine per gli Scaligeri, i Bonacolsi e i Gonzaga.

All’interno del castello sorge la Torre della Fame così chiamata perché. prima i Bonacolsi e in seguito i Gonzaga, la usarono come prigione dove confinare o far sparire le persone cadute in disgrazia.

Nel 1851, durante uno scavo nella torre principale, furono rinvenuti sette scheletri, uno dei quali ancora imprigionato dai ceppi. Quattro cadaveri appartenevano alla famiglia Bonacolsi. Furono reclusi nella torre e lasciati morire di fame, dopo essere spodestati dal Luigi Gonzaga quando il 16 agosto 1328 irruppe a Mantova incitando il popolo alla rivolta.

Nella scontro morì l’ultimo dei Bonacolsi: Rinaldo, detto Passerino, mentre suo figlio Francesco e i nipoti furono imprigionati nella Torre della Fame. Lo stesso Rinaldo qualche anno prima aveva condannato all’orrenda sorte Francesco I Pico, antenato di Pico della Mirandola, e altri tre uomini, i cui scheletri furono trovati durante i lavori di scavo.

Quando si parla del destino ….

In quegli stessi anni anche membri del casato dominante finirono nella Torre, colpevoli di cospirazione o tradimento.

Castel d'Ario - La Torre della Fame

Uno dei tanti fu il condottiero Evangelista Gonzaga coinvolto nel 1487 in una presunta congiura ai danni del marchese Francesco II. Nel castello fu rinchiusa Taddea Forlani, moglie del Cardinalino, figlio naturale del cardinale Francesco Gonzaga, da lui accusata di adulterio e reclusa insieme alla figlia.

All’interno della torre fu rinchiuso nel 1484 Evangelista Gonzaga accusato e poi scagionato di aver tramato una congiura contro il marchese Francesco II Gonzaga.

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