TRISTANO E ISOTTA

LEGGENDE MEDIOEVALI

Tristano e Isotta

Se amate le storie d’amore struggenti, sicuramente quella di Tristano e Isotta vi toccherà il cuore. Il mito di Tristano e Isotta è uno dei più famosi del Medioevo, l’origine è celtica, ma i primi scritti furono redatti dai poeti normanni.

Tristano, figlio di Rivalen e Blancheflor, rimasto orfano in giovane età, viene cresciuto dallo zio, re Marco di Cornovaglia. Passano gli anni e Tristano diventato un grande guerriero parte per l’Irlanda. Il suo compito è quello di sconfiggere il mostro Morholt, fratello del re d’Irlanda e zio di Isotta, che ogni anno chiede in tributo il sacrificio di trecento giovani. Tristano riesce nella sua impresa, uccide Morholt ma purtroppo rimane ferito dalla spada avvelenata del mostro.

Ritorna in Cornovaglia, ma non riesce a guarire a causa delle complicazioni della ferita. Chiede quindi di essere messo in una piccola barca con la sua arpa.

Il suo viaggio lo porta sulle coste dell’Irlanda dove viene accolto e curato da Isotta che si prende cura di lui. Tristano, ormai guarito, fa ritorno in Cornovaglia dove lo zio, per garantirsi la successione al trono, decide di prendere moglie. La sua scelta cadrà su colei alla quale appartiene un capello d’oro portato da un uccello sulla sua finestra.

Tristano, ben sapendo che quel capello appartiene ad Isotta riparte per l’Irlanda. Il padre di Isotta, nel frattempo, aveva deciso di dare in sposa la figlia a colui che avesse sconfitto e ucciso un terribile drago. Tristano uccide il drago, ma Isotta riconoscendo in lui l’assassino dello zio accoglie la richiesta di sposare Re Marco.

Intanto la regina d’Irlanda affida alla propria ancella il compito di preparare un filtro magico, da far bere ai due sposi durante la notte delle nozze. Mentre sono in navigazione per errore, il filtro magico cade nelle mani di Tristano che lo beve per placare la sete e successivamente lo offre a Isotta. I due giovani cadono così preda dell’amore. Isotta sposa comunque Marco, facendosi sostituire dall’ancella per la consumazione del matrimonio.

Seguono mesi di incontri clandestini.

Scoperti e condannati a morte, i due innamorati riescono a fuggire e si rifugiano nella foresta di Morrois. Re Marco riesce a scovarli e esilia Tristano che decide di tornare nella sua terra natale.

Ma l’amore per Isotta lo spinge a tornare in Cornovaglia e a rifugiarsi in una foresta. Qui viene a sapere che tutti i cavalieri sono stati convocati a corte. Così Tristano, certo che anche Isotta si presenterà al re, lascia un indizio sulla strada che la fanciulla dovrà percorrere, incidendo il suo nome su un ramo.
Isotta accorgendosi della presenza di Tristano si allontana dal corteo e per un tempo troppo breve, può finalmente ricongiungersi al suo amato. Dopo questo fugace incontro, Tristano si reca nuovamente nel Galles dove sposa Isotta dalle Bianche Mani, con la quale tuttavia non consuma il matrimonio.

Ferito gravemente durante una spedizione, Tristano sa che solo Isotta può guarirlo e la manda a chiamare. Chiede che vengano issate vele bianche sulla nave che la porterà da lui, se accetta di venire, e vele nere se si rifiuta. Isotta accetta, ma la sposa di Tristano, avendo scoperto il loro amore, gli riferisce che le vele sono nere. Credendosi abbandonato Tristano si lascia morire, Isotta giunta troppo tardi muore di dolore a sua volta. Pentita per le conseguenze tragiche della sua menzogna, la moglie di Tristano, rimanda i corpi in Cornovaglia facendoli seppellire insieme.

Un pensiero su “TRISTANO E ISOTTA

  • Luglio 12, 2021 in 4:11 am
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