MITOLOGIA NORDICA

Le mele di Idunn

Odino e Loki, in compagnia di altri Asi, mentre passeggiavano sulla terra, giunsero in una valle dove stava pascolando una mandria di buoi

La lunga passeggiata aveva risvegliato negli dei una fame insopportabile.

Decisero di abbattere uno degli animali e mentre si apprestavano a cucinarlo un soffio di vento spostò le fiamme di lato impedendo alla carne di arrostire, mentre una voce diceva:
”Se mi date la mia parte di carne smetterò di soffiare sulle fiamme”.

Stupiti gli Asi si guardano tra loro chiedendosi quale magia e, soprattutto chi, si divertiva alle loro spalle Guardarono da ogni parte, a destra e a sinistra, in basso e in alto e quando rivolsero gli occhi al cielo videro un’enorme aquila appollaiata sul ramo di un albero che batteva le ali.

Gli Asi non sapendo che l’aquila era Tjasse, uno jotun delle tempeste, ridendo gli risposero:
”Certo che puoi avere la tua parte”.

Il vento cessò e ben presto la carne fu cotta al punto giusto ma, prima che gli Asi potessero assaggiarla, l’aquila veloce come un fulmine prese tutte le parti più tenere e tornò ad appollaiarsi sull’albero. Gli Asi inferociti scattarono in piedi e Loki, il più furioso di tutti, afferrò un enorme bastone di legno e colpì l’aquila con tutta la forza che possedeva.

Pensate allo stupore di Loki quando si accorse che il bastone da una parte si era come incollato all’aquila e dall’altra era incollato alla sua mano. Così, quando l’aquila s’innalzò in volo, anche lui fu trascinato via, sfiorando il terreno con i piedi e sbattendo contro ogni ostacolo. ”Sei in mio potere – gracchio l’aquila – io sono Tjasse, jotun delle tempeste, e non ti lascerò andare finché non giurerai di portarmi Idunn e le sue mele della giovinezza”.

Loki promise che avrebbe fatto qualunque cosa lo jotun desiderasse quindi, ferito e zoppicante, tornò dagli Asi che si divertirono a prenderlo in giro non sapendo cosa egli avesse promesso in cambio della libertà.

Appena giunto a casa Loki si recò da Idunn dicendole di aver visto nel bosco un albero stranissimo carico di frutti che parevano proprio le mele della giovinezza di Idunn.

Il furbo Loki si offrì di accompagnare Idunn in modo che potesse confrontare le mele ed ella accettò molto volentieri. Aveva così poche mele che era costretta a tagliarle a pezzettini per fare in modo che gli Asi non invecchiassero. Dunque era grande il suo desiderio di averne altre.

Appena Idunn e Loki entrarono nel bosco udirono il potente vento seguito dalla veloce picchiata dello jotun che afferrò Idunn e le sue mele e volò via. Passarono i giorni.

Gli Asi invano cercarono Idunn e più passava il tempo più gli dei invecchiavano.

Decisero di riunirsi ai piedi di Yggdrasil chiedendosi l’uno l’altro chi avesse visto Idunn per l’ultima volta. Nessuno l’aveva più vista da quando era uscita in compagnia di Loki. Gli Asi presero immediatamente Loki minacciandolo di provocargli tanto dolore e per molto tempo se non avesse rivelato dov’era Idunn.

Alla fine, dopo aver negato e implorato clemenza, confessò che per salvare se stesso aveva aiutato lo jotun delle tempeste a rapirla. ”Vi prego, lasciatemi andare, troverò il palazzo di Tjasse e cercherò di riportare a casa Idunn” disse Loki piagnucolando.

Gli Asi lo lasciarono andare ed egli, trasformatosi in un falcone, volò via alla ricerca della dimora dello jotun. Finalmente riuscì a trovarla, celata in mezzo alle montagne battute dalla tempesta. Fu anche fortunato, perché lo jotun e i suoi compagni erano andati a pescare lasciando da sola Idunn. Svelto, svelto, la trasformò in un piccolo seme che pose dentro un guscio di noce e dopo averlo afferrato con il becco volò verso Asgard. Quando Tjasse fece ritorno e scoprì che Idunn era scomparsa scrutò subito il cielo e vedendo il falcone si gettò all’inseguimento.

Gli Asi seguirono il volo con molta apprensione e quando videro che l’aquila era sul punto di afferrare Loki, sistemarono del legname fuori dalle mura di Asgard. Appena Loki lo oltrepassò gli dei appiccarono il fuoco, le fiamme salirono alte nel cielo e Tjasse vi finì nel mezzo morendo.

Loki riportò Idunn alla sua forma originaria ed ella subito distribuì le mele agli dei che tornarono giovane e forti. Concesse un piccolo morso anche a Loki, il quale tornò ad essere vivace e malevolo come prima.

La creazione:gli dei
In quel tempo nulla esisteva, non il sole splendente, non la luna, le stelle e la terra sulla quale camminare.

La creazione:l’uomo
Gli Asi erano molto compiaciuti del mondo che avevano creato, ma sentivano che ancora mancava qualcosa in questa meraviglia: l’uomo.

Asgard
Sorgeva in cima al ponte arcobaleno e splendeva più del sole, la recinzione che lo circondava era stata costruita con pali d’oro e doghe d’argento.

Yggdrasil
Al centro della terra vi era un’enorme frassino :Yggdrasil e sinché fosse rimasto in piedi il mondo degli Asi sarebbe esistito.

Thor
Figlio di Odino e di Jord o Jorth dea della terra, una jotun accettata tra gli Asi, era il più forte di tutti gli dei.

Heimdall
Heimdall, figlio di Odino e guardiano degli Asi, fu generato da nove sorelle jotun ed avendo tante madri non poteva che essere bellissimo

Njord, Frey e Freya

Loky
In gioventù, ancor prima di appendersi all’albero di Yggdrasil e bere alla Fonte della Saggezza, Odino conobbe uno jotun di nome Loki.

Le mele di Idunn
Sposa del dio della poesia Bragi, a Idunn è attribuito il possesso dei frutti miracolosi dei quali gli dei si nutrono per mantenersi immortali senza invecchiare.

Odino
Un saggio viandante, il volto nascosto da un cappello dalla larga tesa, un mantello blu intessuto di stelle a coprire il possente torace, andava in giro per la terra mettendo alla prova l’ospitalità della gente.
 – La Fonte della Saggezza
 – Fu grazie ad uno jotun che Odino poté bere alla fonte della Saggezza che sgorgava da Yggdrasil

Valhalla E Valchirie
Le Valchirie avevano il compito di portare gli eroi morti combattendo nel Valhalla, uno dei palazzi di Asgard, residenza dei morti in battaglia.

Fenrir e il crepuscolo degli dei
Il lupo Fenrir era figlio di Loki (uno jotun fratello di sangue di Odino) e Angrbodhra (Presagio del Male) che avevano generato anche altri due figli Jormungandr (il serpente) e Hel (Colei che nasconde)

Sigfrido

Siegfried English version

Vichinghi

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